Il Consiglio regionale ha approvato, oggi 22 dicembre, il Piano socio-sanitario 2025-2030, un documento strategico che segna una svolta per il futuro della sanità piemontese. Per il presidente della Regione Alberto Cirio si tratta di “una giornata storica”, perché il Piano restituisce alla Regione il suo ruolo di ente di programmazione: il Consiglio ha indicato la direzione, ora spetterà al governo regionale tradurre gli obiettivi in azioni concrete per le aziende sanitarie.
Il nuovo Piano introduce un modello di sanità più partecipato e vicino ai cittadini. Sono previsti tavoli di lavoro dedicati alle singole patologie, l’istituzione di un corpo logistico sanitario piemontese basato su una rete di volontari per il trasporto e l’accompagnamento di anziani e persone fragili, e una nuova figura responsabile dell’accoglienza e dell’umanizzazione degli ambienti sanitari.
Ampio spazio è dedicato all’edilizia sanitaria: 11 nuovi ospedali, tra cui il Parco della Salute di Torino e nuove strutture a Novara, Cuneo, Alessandria e in altre province; quattro grandi ristrutturazioni; 91 Case di Comunità, 30 Ospedali di Comunità e 49 Centrali operative territoriali, per rafforzare l’assistenza di prossimità.
L’assessore alla Sanità Federico Riboldi ha sottolineato come l’investimento complessivo, pari a 5 miliardi di euro, servirà a modernizzare il sistema, ridurre gli sprechi, attrarre professionisti e abbattere le liste d’attesa grazie al potenziamento della rete territoriale.
Tra le altre novità figurano l’introduzione del direttore socio-sanitario, il rafforzamento della medicina generale con copertura estesa sette giorni su sette, il potenziamento della salute mentale, nuovi screening neonatali e progetti di odontoiatria solidale. Centrale anche la sanità digitale, con un nuovo Cup integrato con l’intelligenza artificiale e l’App Piemonte in Salute per un accesso più semplice ai servizi.







