Montagna piemontese, in arrivo oltre 10 milioni di euro per servizi e sviluppo: il piano contro lo spopolamento
Un investimento massiccio per ridare ossigeno alle Terre Alte del Piemonte. La Regione ha presentato ufficialmente questa mattina, presso il proprio Centro Servizi, una nuova misura strutturale che mette sul piatto oltre 10 milioni di euro destinati alle Unioni Montane. I fondi, derivanti dal Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (FOSMIT) per l’annualità 2024, puntano a un obiettivo ambizioso: garantire la tenuta dei servizi essenziali e promuovere una crescita economica che sia, al tempo stesso, sostenibile e radicata nel territorio.
Un cambio di passo basato sull’autonomia
La strategia regionale segna una svolta metodologica: la dotazione finanziaria sarà programmabile su base triennale, ma la scelta delle priorità d’intervento spetterà direttamente alle Unioni Montane.
«Mettiamo risorse importanti direttamente nelle mani degli enti locali, riconoscendo la loro capacità di leggere i bisogni reali», ha spiegato l’assessore allo Sviluppo e Promozione della Montagna, Marco Gallo. L’idea di fondo è che solo chi vive il territorio può individuare le risposte mirate per contrastare l’invecchiamento della popolazione e la carenza di servizi.
Le tre direttrici del piano
Il bando, che scadrà a metà marzo, si articola su tre pilastri fondamentali definiti in sinergia con Uncem Piemonte:
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Connettività e promozione: Interventi per la banda ultra larga in edifici pubblici e rifugi alpini, uniti al sostegno per il turismo outdoor, la destagionalizzazione e la valorizzazione dei prodotti artigianali locali.
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Scuola e infanzia: Rafforzamento dei servizi educativi per la fascia 0-14 anni, con particolare attenzione ai Poli per l’infanzia nei piccoli Comuni e al potenziamento di mense e trasporti scolastici.
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Sentieristica: Manutenzione straordinaria e adeguamento della segnaletica della rete escursionistica regionale, considerata un asset strategico per la fruizione turistica sostenibile.
Procedure snelle per risultati immediati
Per garantire che i fondi “arrivino a terra” velocemente, la Regione ha optato per una semplificazione burocratica: le proposte progettuali saranno sintetiche e gli uffici regionali garantiranno un accompagnamento costante agli enti locali.
Soddisfazione è stata espressa anche da Roberto Colombero, presidente di Uncem Piemonte: «Questo strumento integra percorsi già avviati e richiede responsabilità sia dalla Regione che dalle Unioni Montane per una pianificazione efficace».
L’iniziativa si inserisce in un quadro di resilienza della montagna piemontese, cercando di trasformare le criticità legate allo spopolamento in nuove opportunità per famiglie e imprese.







