Un vertice operativo per tracciare il futuro dei collegamenti ferroviari del quadrante nord-orientale del Piemonte. Si è tenuto il 1° settembre, al Palazzo della Regione Piemonte, l’incontro tra l’Ente regionale, Rete Ferroviaria Italiana (RFI) e i rappresentanti degli enti locali interessati dalla linea Biella-Novara. Al centro del tavolo, le risultanze degli studi progettuali commissionati a RFI riguardanti l’elettrificazione dell’infrastruttura e gli scenari alternativi per accelerare i tempi di percorrenza.
I costi dell’elettrificazione e l’ipotesi chilometro per chilometro
Dalle analisi tecniche condotte da RFI è emerso un quadro infrastrutturale più articolato e incisivo rispetto alle prime stime preliminari. L’elettrificazione completa della tratta richiederebbe un investimento stimato di circa 98 milioni di euro, complice la vetustà dell’infrastruttura e la presenza di numerose opere d’arte lungo il tracciato. A questo si aggiungerebbe una criticità operativa non trascurabile: circa tre anni di chiusura totale della linea per consentire l’esecuzione dei lavori.
Per evitare un prolungato isolamento del territorio, la Regione ha richiesto l’elaborazione di soluzioni di velocizzazione e riclassificazione della linea. Lo studio presentato prospetta un piano di interventi dal valore di circa 80 milioni di euro (di cui un primo pacchetto di opere di velocizzazione per circa 54 milioni), in grado di garantire un risparmio di almeno 7 minuti a corsa.
La caratteristica fondamentale di questo secondo scenario risiede nella modularità per lotti: gli interventi potranno essere programmati ed eseguiti progressivamente, senza la necessità di un’unica e complessa interruzione della circolazione.
Il nodo del collegamento diretto Biella-Milano
Oltre agli aspetti infrastrutturali, il confronto ha toccato l’obiettivo strategico del collegamento diretto tra il Biellese e il capoluogo lombardo.
Come evidenziato dai tecnici di RFI, sebbene l’elettrificazione sia un prerequisito indispensabile, la sua realizzazione non garantisce automaticamente l’attivazione dei treni diretti. La criticità principale risiede nella saturazione delle tracce orarie nelle fasce orarie pendolari lungo le direttrici verso Milano. Le ipotesi di riorganizzazione che prevedevano l’attestamento a Novara di alcuni regionali Torino-Milano – per liberare slot a favore dei convogli da Biella – sono risultate di difficile attuazione a causa degli elevati volumi di frequentazione della linea principale.
Le dichiarazioni e i prossimi passi
«Quello che abbiamo chiesto a RFI – ha sottolineato l’assessore regionale ai Trasporti Marco Gabusi – era proprio di avere un quadro il più possibile completo delle alternative. Oggi abbiamo numeri e scenari sui quali possiamo finalmente ragionare. L’elettrificazione rimane un intervento importante, ma il salto rispetto alle stime iniziali è significativo: parliamo di 98 milioni di euro e di una chiusura della linea per circa tre anni. Parallelamente abbiamo uno scenario da 80 milioni che, non essendo in antitesi con l’elettrificazione, permette di ottenere comunque una riduzione dei tempi di percorrenza e che, soprattutto, può essere realizzato per lotti. È un elemento che merita certamente una valutazione approfondita».
A margine dell’incontro è stata espressa una generale convergenza da parte dei rappresentanti territoriali rispetto al piano di velocizzazione graduale. La Regione Piemonte fornirà a breve indicazioni ufficiali a RFI per procedere con l’avvio delle opere già finanziabili sugli esercizi 2026/2027 e per l’inserimento formale degli interventi nel Contratto di Programma MIT-RFI, mantenendo contestualmente la richiesta di finanziamento per la futura elettrificazione.
«Credo che la cosa più importante emersa oggi – ha concluso Gabusi – sia la disponibilità di tutti a ragionare insieme e soprattutto il fatto che i nuovi interventi di velocizzazione proposti siano stati accolti con favore da tutti gli attori. Perché al di là delle appartenenze territoriali, il nostro obiettivo deve essere quello di migliorare il servizio ferroviario nel suo complesso, senza creare nuovi problemi mentre cerchiamo di risolverne altri».


