lunedì, Ottobre 5, 2026

Borgo Ticino (NO), Intervista al Sindaco Alessandro Marchese

Poco prima di raggiungere il Lago Maggiore c’è un borgo che si attraversa distrattamente in auto: è Borgo Ticino, ultimo “avamposto” prima dei Comuni lacustri.

Ma se ci si addentra tra le sue vie, si scopre un paese che ha molto da offrire, tra storia, cultura, arte e natura. Questi sono i Comuni del Novarese che hanno quel quid che non ti aspetteresti.

Abbiamo intervistato il Primo Cittadino Alessandro Marchese.

Sindaco, partiamo dall’inizio: Borgo Ticino è un paese con radici antiche. Come racconta la sua storia ai cittadini di oggi?

Borgo Ticino nasce intorno al 1100, per volontà del Comune di Novara, come presidio strategico per la riscossione dei dazi sull’accesso ai fiumi e al lago. Una vocazione commerciale e di controllo del territorio che si è poi evoluta nel tempo, prima con l’avvento dei mulini ad acqua, poi con lo spostamento di parte delle attività verso Oleggio (NO). Nel centro storico conserviamo ancora resti medievali significativi, e uno degli edifici più interessanti è quello che intorno al 1500 ospitava le carceri locali — quando Borgo Ticino era sede di giudicatura per i comuni limitrofi — poi riutilizzate in epoca napoleonica e rimaste in funzione fino alla Seconda Guerra Mondiale. Oggi, grazie al recupero da parte di un privato che ha ceduto lo spazio al Comune, quell’edificio ospita una sala espositiva a disposizione della comunità. La storia si trasforma in risorsa.

L’epoca napoleonica ha lasciato un segno particolare.

Sì, Borgo Ticino divenne un importante “capomandamento” dell’impero, insieme a Novara e Arona. È un capitolo affascinante della nostra storia, ma anche doloroso dal punto di vista archivistico: l’amministrazione napoleonica, prima di ritirarsi, era solita bruciare gli archivi storici locali. Gran parte della nostra documentazione antica è andata perduta. Le poche testimonianze superstiti sono oggi conservate presso l’Archivio di Stato di Novara.

C’è però una pagina di storia più recente che pesa ancora sulla memoria collettiva del paese.

La Seconda Guerra Mondiale ha lasciato una ferita profonda. Borgo Ticino è stato teatro di un eccidio efferato: dodici martiri fucilati, mentre l’intera popolazione era costretta ad assistere. Un trauma enorme. Eppure, il paese non si è svuotato, non si è arreso. C’è stata una straordinaria forza di rigenerazione, che dice molto del carattere di questa comunità.

A seguito delle vicende giudiziarie legate all’eccidio, il Comune ha ottenuto un risarcimento di oltre 400.000 euro. Abbiamo scelto di investire queste risorse in modo che la memoria non si perda: lungo il paese sono stati installati totem con QR Code, e stiamo realizzando il portale “Borgo Ticino Luogo di Memoria”. Parallelamente abbiamo lanciato il brand territoriale “Borgo Ticino Experience”, con lo slogan “Più di un borgo, un’esperienza”. Perché memoria e futuro si alimentano a vicenda.

Il paese è anche un esempio raro di integrazione multiculturale. Come si è costruita questa realtà?

A partire dagli anni Sessanta, Borgo Ticino è stata meta di un importante flusso migratorio dal Sud Italia, in particolare dalla Calabria — dall’Ametino e dai paesi ai piedi della Sila. Oggi, tra prima, seconda e terza generazione, i cittadini di origine calabrese rappresentano circa il 40% della nostra popolazione. È una parte fondamentale dell’identità di questo paese.

E questa integrazione ha generato qualcosa di unico: grazie alla devozione della comunità calabrese per la Beata Vergine apparsa a Conflenti, i volontari hanno edificato una chiesa in via Lazzaretto. L’ultima domenica di agosto celebriamo la festa della Madonna di Visora di Conflenti: un evento che si svolge simultaneamente in soli tre luoghi al mondo — Borgo Ticino, Conflenti in Calabria e una comunità a Toronto in Canada.

Oltre alla comunità calabrese, abbiamo un tessuto multietnico ampio e vivace: famiglie albanesi, una comunità cinese inserita nella zona industriale, cittadini arabi nel centro paese, famiglie senegalesi. Realtà diverse che convivono in modo pacifico e costruttivo. Non è scontato, e ne siamo orgogliosi.

Borgo Ticino ha una delle percentuali più alte in Italia di giovani tra i 6 e i 17 anni. Come si prende cura di questa risorsa?

Siamo tra i primi quattro comuni in Piemonte e nei primi venticinque a livello nazionale per percentuale di giovani nella fascia 6-17 anni. È un dato che ci riempie di responsabilità, nel senso più bello del termine. L’Autorità Garante per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza ci ha riconosciuto un contributo di 20.000 euro: 15.000 destinati a voucher da 200 euro per sostenere la pratica sportiva delle famiglie, e 5.000 per eventi educativi e giovanili.

Stiamo riqualificando il campo sintetico da calcio a 5, abbiamo realizzato un nuovo campo da padel comunale, e collaboriamo con le realtà sportive di Dormelletto e Comignago. Durante l’estate, il campo sportivo ospita concerti che arrivano a oltre 2.500 presenze a serata. E poi c’è “Bella Storia”, la nostra festa di 3-4 giorni organizzata direttamente dal Comune in occasione della Festa della Repubblica: street food, musica, associazioni. Il centro paese si trasforma.

Parliamo del patrimonio naturale. La Riserva del Bosco Solivo è un’eccellenza del territorio.

Assolutamente. La Riserva Naturale Orientata del Bosco Solivo è un’area protetta di 300 ettari, gestita dall’Ente Parco Ticino Lago Maggiore. È liberamente fruibile e negli ultimi anni l’abbiamo attrezzata con stazioni di ricarica e manutenzione per e-bike, infopoint e percorsi didattici. Con il sistema bibliotecario BANT abbiamo anche avviato l’iniziativa “Camminar Narrando”: la natura che diventa racconto.

E poi c’è il nostro straordinario patrimonio devozionale: 32 edicole votive diffuse sul territorio, tra cui la medievale chiesa della Madonna delle Grazie. Elementi di identità profonda che vogliamo valorizzare nell’ottica del turismo lento e rigenerativo.

A proposito di turismo: avete introdotto un voucher per chi pernotta nel paese.

Sì, il “Voucher Vacanze Borgo Ticino”: chi pernotta almeno due notti riceve un contributo di 50 euro, utilizzabile al 50% sulla struttura ricettiva e al 50% presso ristoranti ed esercizi pubblici locali. Un modo concreto per sostenere l’economia del paese e incentivare un turismo di qualità, che soggiorni davvero nel territorio invece di attraversarlo.

Lei ricopre anche la carica di Vicepresidente della Riserva della Biosfera MAB UNESCO Ticino Verbano Valgrande. Ce ne parla?

È la riserva MAB più grande d’Italia: 600.000 ettari, 211 comuni, circa 300.000 abitanti distribuiti tra Svizzera, Lombardia e Piemonte. Un territorio straordinario che abbraccia le province di Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Varese, Pavia e la Città Metropolitana di Milano. Borgo Ticino è il punto di riferimento istituzionale per la sponda piemontese di questa riserva, e svolgiamo un ruolo attivo nella promozione di buone pratiche di sviluppo sostenibile, turismo rigenerativo e tutela del paesaggio. È un mandato che sentiamo come un privilegio e come una responsabilità.

Un’ultima domanda, Sindaco: come vorrebbe che Borgo Ticino venisse descritto e ricordato?

Come un paese che ha saputo tenere insieme passato e futuro, memoria e innovazione, radici e apertura al mondo. Un luogo dove culture diverse si sono incontrate e hanno costruito qualcosa di unico. Un esempio di come un piccolo comune possa avere una vocazione grande. Noi diciamo “Più di un borgo, un’esperienza”.

 

I più letti

pubblicità

Gli ultimi articoli

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com