venerdì, Marzo 13, 2026
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Caos sulla ferrovia Milano Domodossola: amministratori in rivolta

Caos lavori sulla ferrovia Milano Domodossola: amministratori e pendolari all’oscuro,
scatta la protesta

Ferrovia Milano Domodossola: disagi, comunicazioni tardive e una gestione dei cantieri che rischia di mettere in ginocchio mobilità ed economia del territorio.

È sempre più tesa la situazione sulla linea ferroviaria linea ferroviaria che unisce la Lombardia con il lago Maggiore, dove i lavori programmati stanno creando forti criticità per pendolari, studenti, lavoratori e turisti.

A denunciare la situazione sono il sindaco di Baveno e consigliere di UNCEM Piemonte Alessandro Monti e il presidente della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola Giandomenico Albertella, che hanno scritto una lettera al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini chiedendo un intervento urgente sulla gestione dei cantieri ferroviari.

Comunicazioni all’ultimo minuto

Al centro della protesta c’è la modalità con cui sono stati annunciati i lavori programmati da Rete Ferroviaria Italiana e Trenord sulla tratta tra Milano e Domodossola.

Secondo quanto denunciato dagli amministratori locali, i Comuni interessati sono stati informati soltanto il giorno stesso dell’avvio dei cantieri, previsti fino al mese di maggio. Una comunicazione tardiva che ha impedito alle amministrazioni di informare i cittadini e di organizzare eventuali misure di supporto.

Gli interventi stanno comportando modifiche agli orari e la sostituzione di numerosi treni con autobus, in particolare per le linee regionali R23 Domodossola–Arona–Gallarate–Milano e RE4 Domodossola–Milano, con conseguenze pesanti per chi utilizza quotidianamente il servizio ferroviario.

Disagi per pendolari, studenti e frontalieri

Il risultato è una mobilità sempre più complicata per migliaia di persone che ogni giorno si spostano lungo l’asse ferroviario del Lago Maggiore e dell’alto Piemonte.

I disagi colpiscono moltissime persone. I pendolari diretti verso Milano e gli studenti che raggiungono scuole e università. Ma anche lavoratori frontalieri diretti in Svizzera e i turisti che visitano il Lago Maggiore.

La sostituzione dei treni con autobus comporta infatti tempi di viaggio più lunghi, coincidenze incerte e difficoltà logistiche, soprattutto nelle ore di punta.

Un problema che dura da mesi

La situazione non nasce oggi. Già nei mesi scorsi il sindaco Monti aveva sollecitato l’istituzione di un tavolo permanente di coordinamento tra istituzioni e gestori della rete ferroviaria per gestire in modo più efficace le interruzioni della linea.

Nel 2024 infatti si erano già registrati pesanti disagi, e nuovi interventi di adeguamento delle gallerie e di potenziamento tecnologico sono previsti anche nel 2026 e negli anni successivi.

Per questo, secondo gli amministratori locali, diventa indispensabile una pianificazione condivisa e soprattutto una comunicazione preventiva, per evitare che territori e cittadini si trovino ancora una volta a fare i conti con decisioni calate dall’alto.

Turismo ed economia a rischio

La questione non riguarda solo la mobilità quotidiana. L’area del Verbano-Cusio-Ossola è infatti fortemente vocata al turismo e dipende in modo significativo dai collegamenti ferroviari con Milano e con i principali nodi ferroviari nazionali e internazionali.

Un servizio ferroviario indebolito e comunicato all’ultimo momento rischia quindi di compromettere l’accessibilità del territorio, con conseguenze dirette su alberghi, ristorazione e sull’intero comparto turistico.

La richiesta al Ministro

Nella lettera inviata al ministro Salvini, Monti e Albertella chiedono un intervento immediato del Governo per ristabilire un coordinamento stabile tra istituzioni, Regione e gestori dell’infrastruttura ferroviaria.

Lwe richieste sono chiare, a partire dalle comunicazioni preventive e trasparenti ai Comuni.

Si chiede poi maggiore coordinamento nella programmazione dei cantieri e dei servizi sostitutivi realmente adeguati alle esigenze del territorio

L’obiettivo è evitare che la gestione dei lavori continui a scaricare sui cittadini i costi organizzativi e i disagi di una pianificazione ritenuta insufficiente.

In attesa di una risposta dal Ministero, cresce l’irritazione tra amministratori e pendolari: la linea Milano–Domodossola resta una delle arterie ferroviarie più importanti del Nord Italia, ma la gestione dei cantieri rischia di trasformarla sempre più spesso in un percorso a ostacoli.

 

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