Cimiteri e urbanistica, dal Parlamento via libera alla proposta del Piemonte.
Una svolta attesa da decenni, partita dai territori piemontesi e approdata a Roma con successo. La nuova Legge di Bilancio recepisce le richieste della Regione: più flessibilità per costruire nei pressi delle aree cimiteriali, una boccata d’ossigeno per i piccoli Comuni.
Parte dal Piemonte e cambia le regole in tutta Italia. Con l’approvazione definitiva della Legge di Bilancio, il Parlamento ha accolto la proposta di modifica alle norme sulle distanze cimiteriali, un’iniziativa fortemente voluta dall’amministrazione regionale. Si va così a modificare l’articolo 338 del Testo Unico delle leggi sanitarie del 1934, superando rigidità normative che per quasi un secolo hanno frenato lo sviluppo urbanistico, specialmente nei borghi montani e nei piccoli centri abitati.
Cosa cambia: la regola dei 50 metri
Il cuore del provvedimento risiede nella flessibilità. La vecchia normativa imponeva vincoli di inedificabilità assoluta che spesso “congelavano” intere porzioni di territorio a ridosso dei centri storici. La nuova legge consente ora di realizzare interventi urbanistici all’interno della fascia di rispetto, a condizione che si mantenga una distanza non inferiore ai 50 metri dal perimetro cimiteriale. Non si tratta di un “liberi tutti”, ma di un’apertura controllata: ogni intervento dovrà essere approvato tramite deliberazione del Consiglio comunale e necessiterà del parere favorevole dell’ASL, garantendo che le moderne tecniche di sepoltura e le condizioni igienico-sanitarie siano rispettate.
Un iter nato dall’ascolto dei Sindaci
L’iter legislativo era iniziato il 9 settembre 2025 con l’approvazione della proposta in Consiglio regionale, su iniziativa dell’assessore all’Urbanistica Marco Gallo. L’obiettivo era rispondere alle criticità sollevate da numerosi amministratori locali, costretti a bloccare piani di recupero edilizio a causa di norme ormai anacronistiche. La proposta è stata poi portata in Parlamento grazie a un emendamento del senatore piemontese Giorgio Bergesio.
«È il risultato di un lavoro politico serio e concreto – ha commentato l’assessore Marco Gallo – che parte dall’ascolto quotidiano dei sindaci. Abbiamo trasformato una criticità diffusa in una proposta normativa equilibrata, capace di superare un vincolo rigido e datato senza abbassare le tutele sanitarie. Per molti piccoli Comuni questa modifica rappresenta una vera opportunità di sviluppo».
Con questo risultato, il Piemonte si conferma capofila a livello nazionale, offrendo ai Comuni uno strumento pragmatico per contrastare lo spopolamento e l’immobilismo edilizio, restituendo alle amministrazioni locali maggiore autonomia nel disegnare il futuro dei propri territori.







