martedì, Marzo 3, 2026
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“Cresci Piemonte” è legge: tempi ridotti per urbanistica e investimenti

Il Piemonte accelera sul fronte dello sviluppo. Il Consiglio regionale ha approvato il disegno di legge “Cresci Piemonte” dell’Assessore Marco Gallo, il provvedimento che dimezza i tempi di approvazione delle varianti urbanistiche e introduce procedure semplificate per favorire investimenti pubblici e privati.

Una riforma che punta a ridurre burocrazia e costi, con l’obiettivo di spendere in modo più rapido ed efficace le risorse europee, statali e regionali, compresi i fondi del PNRR.

Il presidente della Regione Alberto Cirio sottolinea il valore politico della norma: «Abbiamo mantenuto un impegno. Dimezziamo i tempi per dare velocità agli investimenti e spendere bene e velocemente i fondi europei. La Regione ha finalmente un ruolo di controllo e non di ingerenza nelle scelte urbanistiche dei Comuni». Un impianto che, nelle intenzioni della Giunta, rafforza il coordinamento regionale lasciando autonomia agli enti locali nel rispetto delle competenze.

Il provvedimento arriva al termine di un percorso articolato nelle Commissioni, con il coinvolgimento di maggioranza e minoranza, enti locali e associazioni di categoria. «È una legge che nasce dal confronto – evidenzia l’assessore all’Urbanistica Marco Gallo –. Il testo approvato è il risultato di un lavoro condiviso con gruppi consiliari, Comune di Torino, Ance, Anci e stakeholder del territorio. Oggi il Piemonte ha uno strumento concreto per attrarre investimenti e creare lavoro».

Nel dettaglio, per le varianti strutturali i termini delle conferenze vengono ridotti fino a 30 e 45 giorni; per le varianti semplificate è prevista una scansione procedimentale più rapida e coordinata, con tempi certi anche per la Valutazione Ambientale Strategica. Le misure si applicano sia ai progetti finanziati con fondi pubblici sia agli interventi privati riconosciuti di interesse strategico regionale.

Un emendamento della Giunta ha fissato criteri stringenti per qualificare questi interventi: investimenti superiori ai 5 milioni di euro, incremento occupazionale di almeno il 10% e non meno di 20 addetti, oppure almeno 100 addetti in caso di nuovi insediamenti. «Non è uno strumento generico di semplificazione – precisa Gallo – ma una leva per sostenere progetti che producano sviluppo concreto e occupazione stabile».

La legge prevede inoltre uno stanziamento iniziale di 400 mila euro per il 2026 e 500 mila euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028 per finanziare le varianti urbanistiche, con priorità ai Comuni sotto i 5.000 abitanti. Per la Città di Torino e i capoluoghi di provincia sarà istituita una cabina di regia interistituzionale per gestire in modo più efficiente le varianti generali ai Piani regolatori e la redazione di nuovi PRG, con ulteriori riduzioni dei tempi procedurali.

Le disposizioni resteranno in vigore fino al 31 dicembre 2030 e saranno accompagnate da un sistema di monitoraggio con relazione periodica al Consiglio regionale. «È una norma temporanea e misurabile – conclude l’assessore – pensata per intercettare al meglio le opportunità dei fondi europei e nazionali e dare una risposta immediata alle imprese che vogliono investire in Piemonte».

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