A Ivrea il confronto politico non manca. In una città dalla forte identità e con una dimensione amministrativa tutt’altro che piccola, il ruolo delle liste civiche si misura ogni giorno con dinamiche di partito strutturate e ben organizzate. Ne parliamo con Elisabetta Piccoli, già vice sindaco e oggi consigliera comunale di opposizione nella lista civica Progetto Ivrea.
«Ivrea è una realtà in cui la componente politica è molto presente, non c’è solo l’aspetto amministrativo – spiega –. Restare in Consiglio come lista civica non è semplice, perché spesso il dibattito è fortemente politico e i partiti sono organizzati. Le liste civiche, sotto questo profilo, possono essere penalizzate».
Eppure Piccoli rivendica con convinzione la scelta civica. «Sono contenta di far parte di una lista civica perché il mio apporto guarda al bene della città, indipendentemente dal colore politico. Il mio riferimento culturale è nel centro-centrodestra, ma in Consiglio il punto centrale deve essere l’interesse di Ivrea».
Secondo l’ex vice sindaco, il valore aggiunto del civismo sta proprio nella capacità di rappresentare direttamente i cittadini. «Le persone si riconoscono più facilmente in una lista civica. In campagna elettorale si lavora su programmi concreti, su una visione amministrativa della città, su ciò che si vuole promuovere e migliorare. Ci si identifica in un progetto».
Questo non significa, sottolinea, sminuire il ruolo dei partiti. «Non sarò mai tra quelli che parlano male dei partiti. Sono alla base della nostra democrazia e ciascuno di noi ha un proprio pensiero politico. Ma oggi le liste civiche sono sempre più importanti, anche per contrastare l’astensionismo».
Proprio l’astensionismo, per Piccoli, rappresenta «il vero nemico della democrazia». «Molte persone si sentono tradite dalla politica tradizionale. Dobbiamo recuperare fiducia, riportare i cittadini a confrontarsi sui temi della comunità, su ciò che riguarda la vita quotidiana e il bene comune».
Un impegno che richiede tempo e sacrificio. «Ognuno di noi ha un lavoro e una vita personale. Togliere tempo alla famiglia non è semplice. Ma io ho sempre affrontato questo percorso con passione ed entusiasmo. È la base del mio impegno».
In una fase in cui la partecipazione sembra affievolirsi, il civismo amministrativo a Ivrea prova dunque a rilanciare un messaggio chiaro: rimettere al centro la città e i suoi cittadini, oltre gli steccati di partito, per ricostruire un rapporto diretto e concreto tra istituzioni e comunità.







