Intervista a Monica “Moka” Zanon, fondatrice della casa editrice Selvatiche Edizioni
Una casa editrice che nasce da un seme, cresce controvento e sceglie la bellezza come atto di resistenza. È questa l’anima di Selvatiche Edizioni (SEED), fondata nel giugno 2024 da Monica “Moka” Zanon, editrice, anima creativa e voce di un progetto che in meno di un anno ha già saputo farsi notare nel panorama della microeditoria italiana.
“Selvatiche Edizioni nasce da una passione viscerale per le parole e per l’arte – racconta Zanon – e dal desiderio profondo di condividere bellezza. Volevo creare una casa editrice indipendente che fosse riconoscibile, autentica, capace di accogliere ciò che spesso resta ai margini”.
Il termine selvatico non è una posa, ma una dichiarazione di identità. “Siamo anime spontanee, difettose, mostruose, lunatiche, fameliche. Libere nel pensiero. Il nostro marchio, SEED, significa seme: tutto parte da lì. Un seme portato dal vento, curato dalla pioggia e dal sole, libero di crescere e di creare comunità”.
Cinque collane, cinque fiori selvatici
La struttura editoriale di Selvatiche Edizioni è originale e fortemente simbolica. Le collane sono rappresentate da fiori selvatici, ciascuno associato a una biodiversità declinata al femminile.
“Abbiamo scelto cinque fiori per raccontare la pluralità delle voci che ospitiamo – spiega Zanon – perché la biodiversità, in natura come nella cultura, è ricchezza”.
La collana Cardo ospita le Mostruose, narrativa asociale e fuori dagli schemi, e le Fameliche, dedicate alla narrativa sociale, contemporanea e storica.
Margherita è lo spazio delle Difettose, la poesia.
Ginestra accoglie le Lunatiche (0–10 anni) e le Vulcaniche (dagli 11 anni), dedicate alla crescita e alla letteratura per ragazzi.
Stella Alpina è la collana delle Indigene, saggi che spaziano tra natura, storia, aeronautica e psicologia.
Non ti scordar di me raccoglie le Autentiche, libri d’arte, cataloghi e opere grafiche.
A queste si aggiunge Papavero – Malefiche, la collana fuori collana, riservata a progetti speciali.
Libri da leggere, opere da custodire
Un elemento distintivo di Selvatiche Edizioni è la scelta di trasformare ogni libro in un oggetto unico. “Le nostre sovra copertine sono quadri originali, realizzati appositamente per ogni uscita – racconta l’editrice – Vogliamo offrire un doppio livello di bellezza: il contenuto del libro e l’opera d’arte che lo veste”.
Un’idea che rompe con la serialità industriale dell’editoria e restituisce al libro una dimensione quasi rituale. “Il lettore deve sentire di avere tra le mani qualcosa di riconoscibile, irripetibile”.
Una tribù editoriale
Dietro Selvatiche Edizioni non c’è solo una fondatrice, ma una comunità. “Siamo cinque donne legate da un’amicizia autentica, affiancate da uomini capaci di abitare la propria parte femminile – spiega ancora “Moka” Zanon – Viviamo l’editoria come uno strumento di cura, di resistenza, di tribù”.
La casa editrice, con sede in via Sant’Antonio 32 a Lesa, è pensata come un luogo vivo, dove le biodiversità si stimolano a vicenda: dalla redazione ai collaboratori, fino ai lettori.
I primi riconoscimenti
A meno di un anno dalla nascita, i risultati non si sono fatti attendere. Selvatiche Edizioni ha già collezionato importanti riconoscimenti:
il Primo Premio della XXII edizione “Giovanni Pascoli – L’ora di Barga” alla silloge M.U.S.A. di Nerio Vespertin;
il Marchio di Qualità della Microeditoria al romanzo L’effigie del Maligno di Gianpiero Pisso;
l’attenzione della Rai per il saggio Un sacco di monnezza. La morte di Pasolini e il futuro dell’Italia di Riccardo Lestini.
“Sono segnali importanti – conclude Monica “Moka” Zanon – Ci dicono che c’è spazio per un’editoria libera, coraggiosa, che non ha paura di essere diversa. Come un fiore selvatico, appunto”. Un fiore che sceglie la libertà di essere ciò che vuole.







