venerdì, Febbraio 6, 2026
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Piano Socio Sanitario Piemonte 2025–2030, Vignale: “Giusto presentarlo ai cittadini, come agli addetti ai lavori”

Intervista a Gian Luca Vignale, Assessore regionale al Patrimonio e fondatore dell’Associazione Piemonte nel Cuore, dopo il convegno sold out di Torino.

Torino – Sala gremita e grande partecipazione per la serata di presentazione del Piano Socio Sanitario 2025–2030 della Regione Piemonte, svoltasi ieri all’Holiday Inn di piazza Massaua e promossa dall’Associazione Piemonte nel Cuore. Oltre duecento persone hanno seguito con attenzione gli interventi dei relatori, confermando l’interesse diffuso verso uno dei documenti di programmazione più rilevanti della legislatura regionale.

A margine dell’evento abbiamo intervistato Gian Luca Vignale, Assessore regionale al Patrimonio e fondatore dell’Associazione Piemonte nel Cuore.

Assessore Vignale, anche questa sera la sala era completamente piena. Se lo aspettava?

«Sapevamo che il tema fosse molto sentito, ma una partecipazione così ampia e qualificata è sempre un segnale importante. Quando si parla di sanità e politiche sociosanitarie, si toccano direttamente gli interessi e la vita quotidiana delle persone, ed è naturale che i cittadini rispondano con attenzione e presenza».

Perché avete scelto, come Associazione Piemonte nel Cuore, di dedicare una serata al Piano Socio Sanitario?

«Come associazione civica riteniamo fosse doveroso presentare il Piano Socio Sanitario della Regione Piemonte non solo agli addetti ai lavori, ma anche ai cittadini. Il Piano è stato approvato dal Consiglio regionale nel mese di dicembre ed è il principale strumento di programmazione sociosanitaria per il periodo 2025–2030. Parliamo di un documento che incide profondamente sull’organizzazione dei servizi e sull’utilizzo delle risorse pubbliche».

Quanto è centrale questo Piano per l’azione della Regione?

«Considerando l’entità delle risorse che la Regione Piemonte investe ogni anno nella sanità, possiamo dire senza esitazioni che questo è uno dei documenti più importanti approvati in questi primi anni e mezzo di legislatura, se non il più importante in assoluto. E probabilmente lo resterà per l’intera legislatura, perché definisce una visione di medio-lungo periodo».

Il successo della serata conferma quindi una richiesta di partecipazione dal basso?

«Assolutamente sì. L’iniziativa è stata inevitabilmente molto partecipata proprio perché il Piano riguarda tutti. Quando si spiegano con chiarezza le scelte, gli obiettivi e le priorità che incidono sulla sanità piemontese, i cittadini rispondono. Questo ci dice che c’è voglia di informazione, di confronto e di coinvolgimento».

Che valore aggiunto ha avuto presentare il Piano in un contesto come questo?

«Presentarlo davanti a una platea composta da professionisti della sanità, del sociale, del sociosanitario, rappresentanti del mondo associativo e amministratori locali ha permesso di avviare un confronto concreto e costruttivo. È così che un Piano non resta solo un documento tecnico, ma diventa uno strumento condiviso».

In che modo Piemonte nel Cuore intende proseguire su questa linea?

«Il nostro obiettivo è continuare a creare spazi di dialogo e approfondimento sui temi strategici per il futuro del Piemonte. Questa serata dimostra che c’è un grande bisogno di momenti di confronto seri, aperti e partecipati. La sanità, oggi più che mai, deve essere spiegata, condivisa e costruita insieme ai territori».

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