Il 2026 sarà un anno chiave per la pianificazione territoriale del Piemonte. Dopo il progetto “Cresci Piemonte”, che ha posto al centro l’efficienza amministrativa come leva di sviluppo, la Regione prepara la riforma della legge urbanistica 56 del 1977. Ne parliamo con l’assessore regionale Marco Gallo, che traccia le priorità su urbanistica, montagna e Sistema Neve.
Assessore Gallo, dopo “Cresci Piemonte” quali sono i prossimi obiettivi della Regione?
«Con Cresci Piemonte abbiamo lavorato per rendere la macchina amministrativa più efficiente e vicina ai territori. Ora vogliamo compiere un passo decisivo: portare in Consiglio regionale nel 2026 la riforma della legge urbanistica 56 del 1977. È una norma storica, ma oggi servono strumenti aggiornati, più snelli e capaci di rispondere alle nuove esigenze di sviluppo».
Quali saranno i principi cardine della riforma urbanistica?
«Il nuovo strumento di pianificazione ruoterà attorno a quattro pilastri: sostenibilità, semplificazione, rigenerazione urbana e sviluppo economico. Con un’attenzione particolare alla limitazione del consumo di suolo. Dobbiamo superare una logica espansiva e puntare sul recupero dell’esistente, sulla riqualificazione delle aree dismesse e su procedure più rapide per cittadini e imprese. La pianificazione non deve essere un ostacolo, ma un motore di crescita responsabile».
Sviluppo e tutela del territorio possono convivere?
«Assolutamente sì. La sfida è proprio questa: coniugare attrattività economica e rispetto dell’ambiente. Rigenerare significa valorizzare il patrimonio esistente, ridurre l’impatto ambientale e creare nuove opportunità occupazionali. È un cambio di paradigma che guarda al futuro del Piemonte».
Montagna protagonista anche nel 2026: quali sono le priorità?
«Continueremo a lavorare per migliorare la qualità della vita nelle terre alte. Completeremo il piano per la riduzione del Digital Divide, con un potenziamento della copertura del segnale mobile nelle aree montane. Oggi la connettività è un diritto e una condizione essenziale per vivere e lavorare in montagna».
In cosa consiste il pacchetto “Vivere e Lavorare in Montagna”?
«È un insieme di azioni concrete per favorire nuovi residenti e sostenere chi decide di avviare o consolidare un’attività imprenditoriale. Pensiamo in particolare alle botteghe dei servizi, presidio fondamentale per le comunità locali. La montagna non deve essere vista solo come luogo di tradizione, ma come spazio di innovazione e crescita. Vogliamo creare le condizioni per attrarre giovani, professionisti e imprese».
E sul fronte del Sistema Neve?
«Continueremo a investire per rendere le nostre stazioni sciistiche sempre più sicure e competitive. Il Sistema Neve rappresenta un asset strategico per l’economia piemontese. Allo stesso tempo, guarderemo con attenzione alla dismissione dei vecchi impianti non più utilizzati, per garantire sicurezza e sostenibilità ambientale».
Qual è la visione complessiva per il Piemonte del 2026?
«Un Piemonte che cresce in modo equilibrato, che valorizza i territori senza consumarli, che investe sulla montagna e sulle sue comunità. La riforma urbanistica, il sostegno alle terre alte e il rafforzamento del Sistema Neve fanno parte di una strategia unica: rendere il nostro territorio più moderno, competitivo e coeso».
Il 2026 si preannuncia dunque come un anno decisivo per la pianificazione urbanistica in Piemonte, con una riforma attesa da decenni e una strategia che punta a coniugare sviluppo economico, sostenibilità e rilancio della montagna.







