Violenza sulle donne, dalla Regione Piemonte quasi 900 mila euro per formazione, contrasto alle discriminazioni e lotta alle mutilazioni genitali femminili
La Giunta regionale ha approvato i criteri di riparto di 890.965 euro: risorse destinate ai Centri antiviolenza, alle Case rifugio e ai servizi sanitari specialistici.
Torino, 19 ottobre 2026 – La Regione Piemonte rafforza la rete di tutela e sostegno alle donne. La Giunta regionale ha approvato i criteri di ripartizione di 890.965 euro, risorse statali assegnate al Piemonte attraverso il Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità. Il provvedimento punta a rendere più efficace la rete territoriale di prevenzione, accoglienza e assistenza. Valorizza le competenze di chi opera sul campo e rafforza la collaborazione tra servizi antiviolenza, strutture sanitarie e organismi impegnati contro le discriminazioni.
«Proviamo a metterci nei panni di una donna che vive nella paura, che magari ha dei figli da proteggere, che vorrebbe andarsene ma si domanda dove potrà vivere, come riuscirà a mantenersi e che cosa accadrà alla sua famiglia», afferma l’assessore regionale alle Pari Opportunità, Marina Chiarelli. «Sono domande concrete, che possono pesare quanto la paura stessa. E quando quella donna trova la forza di chiedere aiuto, abbiamo il dovere di farci trovare pronti. Per questo investiamo nella formazione di chi accoglie, ascolta e accompagna le donne, perché anche una parola, una risposta o un intervento tempestivo possono cambiare il corso di una vita».
Le tre linee di intervento
La quota più consistente, 438.000 euro, è destinata alla formazione permanente delle operatrici dei servizi antiviolenza. A beneficiarne saranno i 23 Centri antiviolenza e le 13 Case rifugio iscritti all’Albo regionale, con una ripartizione in quote uguali. I fondi sosterranno percorsi di formazione iniziale, aggiornamento continuo e specializzazione per operatrici e volontarie. Saranno coinvolte anche altre figure che possono entrare in contatto con donne vittime di violenza o di atti persecutori: medici di medicina generale, infermieri, personale sanitario e agenti di polizia locale. L’obiettivo è riconoscere tempestivamente i segnali della violenza, intervenire in modo appropriato e indirizzare le donne ai servizi competenti.
Altri 416.465 euro serviranno a contrastare la violenza e le discriminazioni fondate sul genere e sulla disabilità. Particolare attenzione sarà rivolta alle donne in situazioni di discriminazione multipla, in cui la violenza di genere può intrecciarsi con la disabilità e con altri fattori di vulnerabilità. Le attività coinvolgeranno la rete regionale antidiscriminazioni, attraverso i Nodi provinciali di Alessandria, Biella, Cuneo, Novara, Vercelli e Verbania e il Nodo metropolitano di Torino, per favorire il raccordo tra i servizi e rendere più accessibili i percorsi di tutela.
Infine, 36.500 euro sono dedicati alla prevenzione e al contrasto delle mutilazioni genitali femminili. Le risorse saranno assegnate in parti uguali all’ASL Città di Torino e all’Azienda Ospedaliero-Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino, dove operano servizi specialistici per le donne che hanno subito queste pratiche. Il finanziamento sosterrà attività di prevenzione, accoglienza e assistenza sanitaria, ostetrico-ginecologica, psicologica e sociale, oltre a percorsi di formazione e mediazione culturale, in collaborazione con i Centri antiviolenza del territorio.
Dalla protezione all’autonomia
L’assegnazione dei contributi ai beneficiari avverrà con successivi provvedimenti dirigenziali, secondo i criteri approvati dalla Giunta.
Il nuovo stanziamento si inserisce in un quadro più ampio di misure. All’inizio di ottobre la Regione ha previsto un pacchetto di oltre 2 milioni di euro per favorire l’autonomia delle donne vittime di violenza, con percorsi di inserimento lavorativo, soluzioni abitative e strumenti per ricostruire l’indipendenza economica e personale. Tra gli interventi c’è anche una linea dedicata ai figli delle donne vittime di violenza. A queste risorse si aggiungono altri 2 milioni di euro per potenziare Centri antiviolenza, Case rifugio e percorsi di accoglienza.
«Con questi 900 mila euro rafforziamo la rete dei servizi e prestiamo particolare attenzione a chi vive condizioni di maggiore vulnerabilità, comprese le donne con disabilità e le vittime di pratiche che violano la loro integrità fisica e la loro dignità», sottolinea ancora Marina Chiarelli. «Ma la nostra responsabilità va oltre il momento dell’emergenza. Una donna deve poter contare su una casa, su un lavoro, sulla possibilità di crescere i propri figli in sicurezza e di tornare a progettare il domani. È questa la direzione delle misure che stiamo portando avanti in Piemonte: trasformare la protezione in autonomia, perché ogni donna possa riprendere in mano la propria vita, con la libertà di scegliere e la certezza di avere le istituzioni al proprio fianco».
Violenza sulle donne, dalla Regione Piemonte quasi 900 mila euro per formazione


