martedì, Febbraio 24, 2026
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Via libera al nuovo ospedale del VCO: sarà a Piedimulera

Via libera al nuovo ospedale del VCO:
si farà a Piedimulera.
Domodossola e Verbania fuori dalla partita

Arriva una svolta decisiva per il futuro della sanità nel Verbano Cusio Ossola. La Giunta regionale del Piemonte ha approvato all’unanimità la delibera che individua Piedimulera come sede del nuovo ospedale unico del VCO. Ora la parola passa al Consiglio regionale, chiamato a esprimere l’approvazione definitiva che permetterà di avviare l’iter di progettazione e realizzazione dell’opera.

La scelta esclude le altre località candidate – Ornavasso, Villadossola, Gravellona Toce, Verbania e Domodossola – e riapre un dibattito che da oltre vent’anni accompagna la sanità provinciale. L’obiettivo dichiarato è arrivare all’apertura del nuovo ospedale entro il 2035.

Il commento dell’assessore alla Sanità Federico Riboldi

“Un passaggio fondamentale che sottolinea, ancora una volta, la piena condivisione da parte della Giunta della localizzazione del nuovo ospedale del VCO a Piedimulera, così come ha evidenziato lo studio condotto dal Politecnico. Ora attendiamo la votazione in Consiglio Regionale per poter avviare il prima possibile l’iter per la sua realizzazione”.

Il progetto del nuovo ospedale: 400 milioni di euro e 300 posti letto

Il nuovo ospedale unico del VCO sarà una struttura moderna da circa 300 posti letto, con un investimento stimato in 400 milioni di euro. La localizzazione a Piedimulera è stata indicata come la più idonea da uno studio tecnico del Politecnico di Torino, che ha analizzato sei aree candidate sul territorio provinciale.

Secondo la Regione, l’ospedale sarà pensato come polo di riferimento per l’intero territorio del Verbano Cusio Ossola, con reparti ad alta specializzazione e servizi in grado di ridurre la mobilità passiva verso le province limitrofe e la Lombardia.

Gli attuali ospedali Castelli di Verbania e San Biagio di Domodossola non verranno chiusi, ma continueranno a ospitare servizi sanitari territoriali, funzioni ambulatoriali e attività di supporto, in un’ottica di rete sanitaria integrata.

Le reazioni politiche

La decisione ha ottenuto il via libera compatto della Giunta regionale, ma sul territorio le posizioni restano articolate. C’è chi chiede di procedere rapidamente per evitare ulteriori rinvii e chi continua a sostenere il rafforzamento degli ospedali esistenti, temendo che la nuova localizzazione penalizzi alcune aree della provincia in termini di accessibilità.

Anche all’interno delle forze politiche provinciali emergono sensibilità diverse: da una parte la richiesta di non perdere altro tempo su un’opera ritenuta strategica per la sanità del VCO, dall’altra le critiche sulla scelta di Piedimulera rispetto a soluzioni considerate più baricentriche come Gravellona Toce.

Il passaggio in Consiglio regionale sarà quindi decisivo non solo dal punto di vista formale, ma anche politico.

Perché è stata scelta Piedimulera

Piedimulera, comune della Valle Ossola con poco più di 1.500 abitanti, è stata individuata come sede del nuovo ospedale in base a criteri tecnici legati a disponibilità di aree, vincoli ambientali, accessibilità viaria e fattibilità dell’intervento.

Lo studio del Politecnico di Torino ha valutato complessivamente sei candidature: oltre a Piedimulera, Ornavasso, Villadossola, Gravellona Toce, Verbania e Domodossola. La Regione ha ritenuto la località ossolana la più adatta dal punto di vista urbanistico e infrastrutturale, aprendo ora la fase progettuale vera e propria.

La storia ventennale e travagliata dell’ospedale unico del VCO

Il tema del nuovo ospedale del VCO non nasce oggi. Dopo la nascita della provincia del Verbano Cusio Ossola nel 1992, emerse la necessità di superare l’assetto ospedaliero tripolare e di razionalizzare i costi sanitari, in un contesto segnato da una forte mobilità passiva verso altre province.

Alla fine degli anni Novanta, uno studio del CRESA, consegnato in Regione nel 2000, indicava come soluzione ottimale la realizzazione di un solo ospedale baricentrico a Gravellona Toce, con la trasformazione del San Biagio di Domodossola in ospedale di comunità. Questa ipotesi, però, non venne seguita.

Nel 2002 un nuovo piano regionale individuò invece Piedimulera come sede del futuro ospedale, scelta che allora scatenò forti proteste sul territorio. Il progetto prevedeva anche la vendita dei nosocomi esistenti per finanziare l’opera, ipotesi che alimentò una dura opposizione popolare.

Nel 2007 un referendum provinciale sancì la contrarietà dei cittadini e il progetto venne accantonato. Da allora, il tema del nuovo ospedale del VCO è rimasto irrisolto, riemergendo ciclicamente tra promesse, studi e ipotesi alternative.

La decisione odierna rappresenta quindi l’ultimo capitolo di una vicenda lunga più di due decenni, segnata da tensioni politiche, scelte contestate e forti aspettative da parte della popolazione.

Tempi e prossimi passaggi

Con il via libera della Giunta regionale, il prossimo passo sarà il voto del Consiglio regionale del Piemonte. Solo dopo l’approvazione definitiva potranno partire la progettazione esecutiva, le procedure amministrative e, successivamente, i lavori.

L’obiettivo dichiarato è arrivare al taglio del nastro entro il 2035, ma il percorso resta complesso e richiederà diversi passaggi tecnici, ambientali e finanziari.

Per il VCO si tratta di una scelta destinata a segnare il futuro della sanità provinciale per i prossimi decenni. Ci sono aspettative di rilancio dei servizi e la speranza di ridurre finalmente i viaggi della speranza verso altri territori.

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