Intervista a Monica Camoletto, consigliera comunale di minoranza a Volpiano del gruppo Gente di Volpiano.
Consigliera Camoletto, qual è stata la sua esperienza nell’impegno civico a Volpiano?
«Il mio percorso nasce inizialmente all’interno di un partito politico, ma nel tempo ho sentito l’esigenza di avvicinarmi sempre di più al territorio. Ho trovato nel civismo la mia vera strada: nell’attivismo locale e nel lavorare concretamente per la propria comunità. Non è che l’impegno partitico non lo consenta, ma il legame diretto con le persone e con il territorio mi ha portata naturalmente verso il civismo».
Dal 2011 siede in Consiglio comunale come opposizione. Che bilancio fa di questi anni?
«Sono ormai diversi anni che svolgo il ruolo di consigliera di minoranza e devo dire che, nel nostro Comune, la collaborazione con la maggioranza non è sempre stata semplice. Questo però non mi ha mai impedito di provare a proporre soluzioni e idee utili per Volpiano. Fare opposizione non significa solo criticare: è facile limitarsi a protestare, molto più difficile è costruire proposte concrete».
È possibile, secondo lei, un dialogo costruttivo tra maggioranza e opposizione?
«Assolutamente sì. Quando dall’altra parte c’è un interlocutore capace di ascoltare anche le voci della minoranza, si possono realizzare progetti interessanti e utili per il territorio. In questi anni, nonostante le difficoltà, qualcosa siamo riusciti a fare».
Nell’ultima consigliatura avete avviato una collaborazione con un’altra lista civica.
«Sì, nell’ultimo mandato ho trovato un valido collaboratore in un’altra lista civica presente in Consiglio comunale. È nata una collaborazione molto positiva che ci ha permesso di lavorare insieme su proposte di modifica dei regolamenti e su miglioramenti amministrativi e burocratici. Per le minoranze, fare rete è fondamentale».
Lei fa parte di una lista civica: come si chiama e che obiettivi ha?
«La lista civica di cui faccio parte si chiama Gente di Volpiano. Qualche anno fa sono stata contattata da un centro studi con cui abbiamo fondato un movimento nato inizialmente in Lombardia e poi sviluppatosi anche in Piemonte. L’obiettivo è creare realtà territoriali capaci di rispondere in modo concreto alle esigenze dei cittadini, partendo dai territori e dalle comunità locali».







