La Regione Piemonte avvia i Piani Forestali di Indirizzo Territoriale. Gallo: «Un modello che unisce ambiente, sicurezza e sviluppo»
È partito da Dronero, il 3 marzo, il percorso operativo dei Piani Forestali di Indirizzo Territoriale (PFIT), strumenti di pianificazione che rappresentano di fatto il “piano regolatore dei boschi e dei pascoli”. L’incontro ha coinvolto amministratori locali, tecnici e rappresentanti delle istituzioni per avviare il progetto nelle Valli Maira e Grana, uno dei primi territori pilota in Piemonte.
L’iniziativa è promossa dalla Regione Piemonte e finanziata attraverso le risorse della Strategia Forestale Nazionale, che a gennaio ha previsto trasferimenti per oltre 12 milioni di euro destinati a rafforzare la gestione sostenibile del patrimonio forestale regionale.
«Con oltre il 40% del territorio piemontese coperto da boschi e più del 10% da praterie, il Piemonte ha bisogno di strumenti moderni per governare questo patrimonio», ha sottolineato l’assessore regionale alla Montagna e Foreste Marco Gallo.
«I PFIT sono il vero piano regolatore dei boschi e dei pascoli: mettono ordine, definiscono priorità e permettono ai territori di programmare con una visione di lungo periodo».
Un piano forestale con validità di 15 anni
I Piani Forestali di Indirizzo Territoriale sono strumenti di pianificazione sovracomunale con validità quindicennale, previsti dalla legge forestale regionale (L.r. 4/2009) e aggiornati alla normativa nazionale (D.lgs. 34/2018).
Ogni piano riguarda una delle 43 Aree Forestali omogenee del Piemonte e mette in relazione:
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pianificazione forestale e pastorale
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urbanistica
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tutela del paesaggio
Il vantaggio principale per i territori è che l’intero iter di redazione e approvazione è gestito dalla Regione, alleggerendo il lavoro di Comuni e Unioni montane, ma fornendo alle amministrazioni locali uno strumento fondamentale per la gestione dei territori montani.
Il processo è partecipato e pubblico: per ogni PFIT viene attivato un Ufficio di Piano presieduto dalla Regione e composto da:
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Comuni e Unioni montane
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Province
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Enti di gestione delle aree protette
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consorzi forestali e associazioni fondiarie
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organizzazioni agricole e ambientaliste
Valli Maira e Grana: un territorio in trasformazione
I dati aggiornati sulle Valli Maira e Grana mostrano una trasformazione significativa del territorio negli ultimi decenni.
Negli ultimi 25 anni le superfici forestali sono aumentate di quasi 6.000 ettari, con un incremento medio di circa 235 ettari all’anno.
Un fenomeno legato soprattutto a:
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abbandono di pascoli e terreni agricoli marginali
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espansione naturale del bosco
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cambiamento delle attività economiche montane
Tra le principali tipologie forestali presenti nelle vallate si trovano:
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lariceti, tipici delle quote alpine e legati storicamente alla produzione di legname e al pascolo
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faggete, diffuse sui versanti più freschi e utilizzate per la legna da ardere
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castagneti, storicamente centrali per l’economia rurale
Negli ultimi anni cresce invece la presenza di acero-tiglio-frassineti e boscaglie di invasione, segno di una dinamica naturale che richiede una pianificazione attenta.
«Il bosco cambia, ritorna e modifica il paesaggio», ha spiegato Gallo. «Senza pianificazione rischiamo di subire questi processi. Con il PFIT possiamo invece orientarli e trasformarli in opportunità economica e ambientale».
Pascoli e allevamento: risorsa strategica per la montagna
Accanto alla componente forestale, il piano evidenzia una superficie pastorale di circa 20.000 ettari nelle aree interessate.
Un dato che conferma il ruolo fondamentale di:
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allevamento di montagna
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gestione attiva dei pascoli
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presidio ambientale delle vallate
«La pianificazione forestale e pastorale significa tutela ambientale ma anche economia, sicurezza e presidio del territorio», ha aggiunto l’assessore. «Mantenere attivi i pascoli aiuta la biodiversità, preserva il paesaggio tradizionale e riduce il rischio di incendi».
Sviluppo locale e nuove filiere del territorio
Uno degli obiettivi principali dei PFIT è costruire strategie di sviluppo locale legate alla gestione del territorio.
Tra le opportunità evidenziate durante l’incontro:
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sviluppo delle filiere forestali locali
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valorizzazione dei servizi ecosistemici
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rafforzamento di consorzi forestali e gestione associata
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promozione dei prodotti del territorio come castagne, miele e tartufi
Il piano potrà inoltre favorire nuove pratiche agricole e forestali, come l’utilizzo condiviso di macchinari e il ritorno del pascolo per limitare gli abbruciamenti, spesso causa di incendi.







