Ceva e Murisengo Monferrato ottengono la qualifica internazionale. L’Assessore Bongioanni: «Le nostre fiere sono un volano unico per l’agroalimentare e il turismo esperienziale».
Il panorama fieristico piemontese si conferma un’eccellenza in continua ascesa, capace di trasformare le tradizioni locali in eventi dal richiamo globale. Il nuovo aggiornamento del calendario delle manifestazioni fieristiche per il 2026, varato dalla Regione Piemonte, segna un momento storico per il territorio: due manifestazioni iconiche compiono il salto definitivo verso il palcoscenico mondiale, ottenendo la qualifica di Manifestazione Internazionale.
I nuovi giganti: Ceva e Murisengo Monferrato
A guidare questa rivoluzione della qualità sono la Mostra del Fungo di Ceva (CN), in programma dal 14 al 20 settembre, e la Trifola d’Or di Murisengo Monferrato (AL), che animerà le domeniche del 15 e 22 novembre. Entrambe le rassegne sono state promosse da Nazionali a Internazionali, un riconoscimento che premia decenni di storia e la capacità di attrarre espositori e visitatori oltre i confini italiani, consolidando il ruolo del Piemonte come capitale del gusto e dei prodotti della terra.
L’ascesa delle fiere Nazionali e Regionali
Il dinamismo del sistema piemontese non si ferma alle vette internazionali. Il 2026 vedrà l’ingresso di due importanti novità nel rango delle Manifestazioni Nazionali:
Bra’s: il festival che celebra la Salsiccia, il Formaggio, il Pane e il Riso di Bra (CN, 17-20 settembre).
Amts – Auto Moto Turin Show: l’evento torinese (27-29 marzo) che rinsalda il legame indissolubile tra la capitale sabauda e il mondo dell’automotive.
Altre quattro realtà consolidate salgono dal livello regionale a quello nazionale, dimostrando una crescita costante nei numeri e nell’organizzazione: Un Borgo di Cioccolato a Borgo San Dalmazzo, Fungo in Festa a Giaveno, la Fiera Agricola di Oleggio e la Fiera della Zucca di Piozzo.
Novità significative si registrano anche sul fronte regionale: la Fiera del Porro di Cervere compie il salto dalla rilevanza locale a quella Regionale, mentre entrano direttamente in questa categoria la Fiera del Miele Apiemonte di Montezemolo e il Casale Comics & Games, a testimonianza di come il territorio sappia valorizzare anche settori moderni e di intrattenimento.
Le parole dell’Assessore Paolo Bongioanni
L’Assessore regionale al Commercio, Agricoltura, Cibo e Turismo, Paolo Bongioanni, ha sottolineato l’importanza strategica di queste promozioni:
«Le fiere e le sagre del Piemonte sono un fortissimo veicolo di promozione delle nostre eccellenze. Rappresentano il momento di contatto a km 0 fra produttori e consumatori, valorizzando il rapporto indissolubile fra territorio, tradizioni e specificità. Questo connubio possiede un potenziale enorme di attrazione e visibilità turistica. Manifestazioni come quelle di Ceva e Murisengo hanno dimostrato una capacità attestata nel tempo di richiamare pubblico dall’estero, mentre le nuove qualifiche nazionali e regionali premiano la capacità di mobilitare grandi numeri e legare indissolubilmente il prodotto al luogo di origine».
Un sistema a sostegno dell’economia locale
Ottenere una qualifica superiore non è solo una questione di prestigio. L’iscrizione nel Calendario regionale è il requisito fondamentale per accedere ai contributi regionali. In particolare, le Fiere Internazionali possono beneficiare dei bandi a sostegno dei “Grandi Eventi” e godono di punteggi premiali nei bandi dell’Assessorato al Turismo, aprendo la strada a investimenti strutturali più importanti.
Per il 2026, il Piemonte vanta un esercito di 10 manifestazioni internazionali, 48 nazionali, 50 regionali e 140 locali, a cui si aggiungono 247 sagre e fiere mercato. Un patrimonio unico che rende la regione una meta imperdibile per il turismo di qualità.







