lunedì, Giugno 29, 2026

Lesa (NO): la Casa del Fiore ha aperto le sue porte

Lesa inaugura la Casa del Fiore: una nuova casa sul Lago Maggiore per bambini malati di tumore
e le loro famiglie

Dopo un anno di lavori, oltre 2 milioni di euro di investimento e il contributo di decine di aziende, enti, fondazioni, associazioni e cittadini, la Casa del Fiore è diventata realtà. A Lesa, sulle sponde del Lago Maggiore, la Fondazione Bianca Garavaglia ha aperto ufficialmente le porte della nuova struttura che presto accoglierà gratuitamente bambini e ragazzi malati di tumore, in cura presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, insieme alle loro famiglie.

L’inaugurazione, svoltasi sabato 27 giugno alla presenza di numerose autorità, rappresenta una tappa fondamentale di un progetto che unisce solidarietà, accoglienza e rigenerazione del territorio. Tra i presenti anche l’ex Presidente del Consiglio Mario Monti, l’eurodeputata Isabella Tovaglieri e il senatore Gaetano Nastri.

La giornata è stata dedicata al ringraziamento di tutti coloro che hanno contribuito alla rinascita dell’edificio e ha segnato simbolicamente il passaggio verso il prossimo obiettivo: completare gli allestimenti e rendere operativa la struttura per accogliere le prime famiglie.

Dall’ex asilo Genietto a una casa per la cura e la serenità

casa del fiore

La Casa del Fiore è nata dal recupero dell’ex asilo padiglione Genietto, edificio storico costruito nel 1906 per volontà del Cavaliere Avvocato Carlo Davicini in memoria del figlio Cesare Eugenio, morto prematuramente e conosciuto affettuosamente come “Genietto”.

Un luogo nato originariamente per l’infanzia che oggi torna a vivere con una nuova missione: offrire sostegno e momenti di normalità ai bambini che affrontano un percorso oncologico e alle loro famiglie.

Durante la presentazione, la presidente della Fondazione Bianca Garavaglia, Franca Garavaglia, ha sottolineato anche il valore simbolico di questo passaggio.

“Oggi celebriamo un momento fondamentale del nostro progetto. Abbiamo restituito vita a un edificio rimasto inutilizzato per anni trasformandolo in un luogo capace di accogliere e accompagnare le famiglie durante uno dei momenti più delicati della loro vita. Ma il nostro lavoro non è ancora terminato”.

Una struttura pensata come una vera casa lontano dall’ospedale

La Casa del Fiore è stata progettata per offrire un’esperienza di accoglienza diversa da quella ospedaliera, in un ambiente sereno immerso nel contesto del Lago Maggiore.

La struttura dispone di sei camere per un totale di ventidue posti letto, con spazi studiati per garantire comfort, privacy e condivisione. Due camere sono dedicate alle persone con disabilità o alle famiglie con bambini molto piccoli.

casa del fiore

Ogni stanza porta il nome di una bambina o di una ragazza che in passato è stata accompagnata nel percorso di cura dalla Fondazione, trasformando ogni ambiente in una testimonianza concreta di speranza.

Il cuore della residenza è rappresentato dall’ampia zona living con grande camino in pietra e dalla cucina conviviale con sala da pranzo comune, pensata per favorire relazioni e momenti di normalità.

Accanto agli spazi abitativi troveranno posto una sala multifunzionale per attività ricreative, giochi e proiezioni, una palestra, una sala dedicata alle discipline dolci e un’area benessere con vasca idromassaggio.

All’esterno, il giardino con area giochi e spazio barbecue offrirà ulteriori occasioni di incontro e condivisione.

Tra gli ambienti più evocativi anche la futura “Stanza del Fiore”: uno spazio intimo e raccolto nato quasi per caso grazie al ritrovamento di un antico pavimento decorato con motivi floreali, destinato a diventare un luogo di lettura, quiete e vicinanza familiare.

Il sostegno dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

La struttura opererà in stretta connessione con l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

“La Casa del Fiore rappresenta un’opportunità preziosa per i bambini e i ragazzi seguiti dalla Pediatria dell’Istituto e per le loro famiglie”, ha dichiarato Gustavo Galmozzi, Presidente della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

“Accanto alle cure, è fondamentale offrire luoghi di serenità, condivisione e normalità che possano contribuire al benessere complessivo della persona”.

Il sindaco Bona: “Un progetto costruito insieme alla comunità”

Grande soddisfazione anche da parte dell’amministrazione comunale di Lesa.

“Oggi è un momento che tutti attendevamo e rappresenta una tappa fondamentale prima di poter accogliere i ragazzi insieme alle loro famiglie”, ha dichiarato il sindaco Luca Bona.

Il primo cittadino ha ricordato il percorso avviato nel 2022 e il contributo dell’intera comunità.

“È stato un autentico lavoro di squadra. Un grazie sentito va alla Fondazione e alle moltissime aziende, persone e realtà che hanno contribuito a realizzare qualcosa di unico, di cui oggi possiamo essere profondamente orgogliosi”.

Ora il traguardo è l’apertura ai primi ospiti

La conclusione dei lavori rappresenta un passaggio decisivo ma non il punto finale del progetto.

Nei prossimi mesi sarà necessario completare arredi, attrezzature e organizzazione dei servizi per consentire alla struttura di entrare pienamente in funzione.

L’obiettivo della Fondazione Bianca Garavaglia è accogliere i primi bambini e le loro famiglie entro la fine dell’anno o, al più tardi, all’inizio del 2027.

Un luogo di pace, accoglienza e normalità affacciato sul Lago Maggiore che vuole offrire qualcosa di prezioso a chi sta attraversando uno dei momenti più difficili della vita: il tempo da vivere insieme, oltre la malattia.

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