Un concreto esempio di come la tutela dell’ambiente possa integrarsi perfettamente con le attività tradizionali della montagna. Nei giorni scorsi, i funzionari del Settore Biodiversità e Aree Naturali della Regione Piemonte hanno effettuato un sopralluogo di controllo all’Alpe Sorbella per verificare di persona lo stato dei lavori e i risultati conseguiti dai progetti di miglioramento ambientale promossi dall’Ente di Gestione delle Aree Protette della Valsesia.
L’iniziativa, frutto di una stretta e proficua collaborazione tra l’Ente Parco, l’Associazione Fondiaria Consorzio Alpe Sorbella (proprietari privati) e sostenuta dai fondi dell’Unione Europea, rappresenta oggi un punto di riferimento per la conservazione del patrimonio naturale locale.
I numeri del progetto: quasi 200 mila euro per la montagna
L’investimento complessivo, pari a circa 193.000 euro, si è articolato in due fasi strategiche:
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Prima fase (2020): 100.000 euro destinati ai primi interventi strutturali e di contenimento;
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Seconda fase (2024): 93.000 euro per il consolidamento delle opere e il perfezionamento della gestione del pascolo.
Azioni concrete per la fauna e la flora alpine
Gli interventi messi in campo hanno trasformato il paesaggio, restituendogli il suo naturale equilibrio. In particolare, si è proceduto al recupero dei pascoli tradizionali attraverso la rimozione selettiva di piante infestanti e arbusti invadenti, creando una struttura di habitat a mosaico. Questa specifica conformazione del terreno è fondamentale per la sopravvivenza del fagiano di monte (Lyurus tetrix), specie simbolo e prezioso indicatore dello stato di salute dell’ecosistema alpino.
Contestualmente, grande attenzione è stata riservata alla salvaguardia delle zone umide: le preziose torbiere dell’Alpe sono state delimitate con recinzioni temporanee, indispensabili per proteggere questi delicati ambienti dal calpestio diretto del bestiame senza ostacolare le attività dell’alpeggio.
I risultati del 2026: cresce la popolazione di fagiano di monte
I dati emersi dai monitoraggi faunistici condotti nel 2026 confermano l’efficacia delle misure adottate:
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Incremento demografico: la popolazione di fagiano di monte è in sensibile e costante aumento;
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Gestione sostenibile del pascolo: la rotazione programmata delle aree pascolate evita il sovraccarico delle superfici, mantenendo aperti i corridoi ecologici naturali e garantendo al contempo il mantenimento dell’habitat a mosaico grazie alla presenza controllata del bestiame.
L’ispezione della Regione Piemonte ha così suggellato la riuscita di un intervento “visibile sul campo”, dimostrando come la sinergia tra enti pubblici, comunità locali, fondi europei e privati possa generare risultati straordinari per la tutela della biodiversità e la valorizzazione delle nostre montagne.
(credits, foto Parchi Valsesia di Lucia Pompillio e Matteo Massara)


