Si è conclusa con un bilancio estremamente positivo la terza edizione della “Festa delle Alpi – Fête des Alpes”, che lo scorso weekend, il 25 e 26 luglio 2026, ha trasformato Pontechianale nella capitale dell’identità alpina transfrontaliera. visitpiemonte.com
Dopo le tappe del Piccolo San Bernardo e del Moncenisio, l’evento è approdato nell’alta Valle Varaita, richiamando visitatori e delegazioni da entrambi i versanti delle Alpi con il tema centrale “Abitare le Alpi, costruire il futuro”.
Un borgo in festa tra cultura e sapori
Il centro storico si è animato grazie al Villaggio delle Alpi, un percorso espositivo che ha messo in luce le eccellenze artigianali e i sapori tipici della montagna. Grande partecipazione si è registrata presso la Casa delle Alpi, l’area dedicata alle degustazioni dove i produttori locali hanno raccontato il legame indissolubile tra territorio e gastronomia.
L’Agorà delle Alpi ha invece ospitato momenti di riflessione profonda: talk e incontri focalizzati sulle sfide ambientali, sociali ed economiche che le nuove generazioni di montanari si trovano ad affrontare.
Attività per ogni età e spirito outdoor
Non è mancata l’attenzione allo sport e alle famiglie:
- Sport e Natura: Il “Villaggio Active” ha offerto prove pratiche e dimostrazioni, mentre numerosi escursionisti hanno partecipato ai trekking guidati dagli Accompagnatori di Media Montagna alla scoperta dei tesori della Valle Varaita.
- Spazio Bimbi: Sabato pomeriggio Cristina Levet ha incantato i più piccoli con le sue letture animate, seguite domenica dai laboratori musicali “Pluf! Suoni in gioco tra le Alpi” curati da La Fabbrica dei Suoni. lafabbricadeisuoni.it
- Arte in strada: Lo stupore è arrivato con le incursioni artistiche del Festival Mirabilia, che ha portato teatro e spettacoli tra le vie del borgo.
La Festa delle Alpi ha confermato ancora una volta quanto sia vitale e necessario il dialogo tra le comunità montane. Pontechianale ha saputo interpretare al meglio lo spirito di accoglienza cuneese, dimostrando che le montagne non sono confini che dividono, ma ponti che uniscono storie e speranze comuni.


