Oltre 230 ettari bruciati nell’Alto Monferrato. Dopo il grande spavento, l’aria torna pulita e il territorio guarda alla ripartenza.
Dopo giorni di intensa apprensione, fumo e continuo sorvolo dei mezzi d’emergenza, per la comunità di Mornese e per l’intero Alto Monferrato è finalmente giunto il momento di tirare un respiro profondo. L’emergenza incendi che a metà agosto ha cinto d’assedio la rigogliosa area naturalistica della Lavagnina si è ufficialmente conclusa, lasciando spazio alla fase dei rilievi, della messa in sicurezza e della ripartenza.
Il bilancio di quanto accaduto resta purtroppo pesante sul piano paesaggistico e ambientale: oltre 230 ettari di bosco e macchia mediterranea sono stati divorati dal fuoco. Un disastro che avrebbe potuto assumere proporzioni ancora più drammatiche senza lo stoico intervento dei Vigili del Fuoco, dei Volontari AIB (Antincendi Boschivi) della Regione Piemonte e dei piloti dei Canadair, impegnati per giorni in svariati lanci d’acqua. Tra i momenti di massima tensione c’è stata la difesa strenua dell’impianto dei filtri dell’acquedotto locale, una struttura strategica preservata a pochissimi metri dall’avanzare delle fiamme, evitando così l’interruzione dei servizi idrici per la popolazione.
Nelle ultime ore sono arrivati i segnali più attesi da cittadini e amministratori. I monitoraggi effettuati dall’Arpa Piemonte hanno confermato che la qualità dell’aria a Mornese e nei paesi limitrofi è tornata a livelli del tutto ottimali. Con la chiusura definitiva delle operazioni di spegnimento e bonifica sul terreno, il borgo riprende il suo normale ritmo di vita.
La ferita sul paesaggio naturalistico delle nostre colline resta ben visibile, ma la risposta del territorio dimostra ancora una volta la resilienza delle comunità locali. Ora lo sguardo è rivolto al futuro, alla cura dei boschi feriti e al rafforzamento della prevenzione per proteggere un patrimonio verde che sta a cuore a tutto il Piemonte.


