mercoledì, Maggio 20, 2026

Piemonte. Novità per i cantieri di lavoro della Regione: più risorse e apertura agli over 50

Il Piemonte rilancia con forza le politiche attive del lavoro. Sono ufficialmente al via i nuovi bandi per i Cantieri di Lavoro, una misura promossa dall’Assessorato regionale al Lavoro che, per l’anno 2026, si presenta con una dotazione finanziaria potenziata e criteri di accesso decisamente più inclusivi.

L’obiettivo è chiaro: sostenere le persone che vivono momenti di fragilità nel mercato del lavoro, permettendo loro di restare attive a servizio della collettività e di integrare il proprio reddito.

Le novità dell’edizione 2026

La nuova programmazione introduce cambiamenti significativi, volti a rendere la partecipazione più semplice per i cittadini e più snella per gli enti proponenti:

  • Risorse in crescita: Il budget stanziato sale a 13 milioni di euro per il 2026 (rispetto ai 10 milioni precedenti), con un ulteriore impegno di 10 milioni già previsto per il 2027.

  • Accesso agli Over 50: Viene abbassata la soglia anagrafica minima per partecipare, che scende da 56 a 50 anni, allargando significativamente la platea dei beneficiari.

  • Via il cofinanziamento: Per incentivare la massima attivazione da parte dei territori, la Regione Piemonte si farà carico dell’intero costo dell’indennità percepita dai cantieristi, eliminando l’obbligo di cofinanziamento a carico di Comuni e altri enti pubblici.

Il commento del Vicepresidente Maurizio Marrone

“Insieme alle risorse, aumenta anche il sostegno alle persone in difficoltà che faticano a trovare il loro posto nel mercato del lavoro” dichiara il Vicepresidente della Regione Piemonte e assessore al Lavoro, Maurizio Marrone. “L’obiettivo è far sì che queste persone restino attive per il bene della comunità, recuperando al contempo una fonte di reddito aggiuntiva rispetto ai sussidi di disoccupazione. Si tratta di un nuovo traguardo sociale segnato dal nostro territorio”.

Come funzionano i Cantieri di Lavoro

I progetti prevedono l’inserimento temporaneo dei partecipanti presso enti pubblici (Comuni, Unioni di Comuni, organismi di diritto pubblico) in settori chiave come l’ambiente, la cultura, il turismo e i servizi alla persona. I beneficiari mantengono lo status di disoccupati e ricevono un’indennità di partecipazione.

Le tre misure del 2026

Il piano regionale si articola in tre diversi avvisi, finanziati tramite Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+), Fondo Regionale Disabili e risorse regionali:

Misura Target di riferimento Risorse
Misura A Disoccupati over 50 e persone in carico ai servizi sociali 9,7 milioni €
Misura B Persone sottoposte a misure restrittive della libertà 500.000 €
Misura C Persone con disabilità iscritte al collocamento mirato 3,4 milioni €

La distribuzione dei fondi seguirà logiche di equità, basandosi sui tassi di disoccupazione e sulla densità della popolazione target, assicurando una copertura capillare su tutto il territorio piemontese, con un focus particolare sulle aree della Città metropolitana di Torino.

Quali sono, secondo lei, i settori (ambiente, turismo, servizi alla persona) dove questa misura potrebbe generare il maggiore impatto sociale sul territorio?

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