Siccità sul Lago Maggiore, dal Lago di Lugano più acqua per il Verbano
È un intervento straordinario quello deciso tra Italia e Svizzera per affrontare la situazione di forte criticità idrica che sta interessando il Lago Maggiore. L’accordo è stato raggiunto durante la riunione urgente dell’Organismo Bilaterale italo-elvetico di Consultazione sulla regolazione dei livelli del Lago Maggiore e sulla gestione delle risorse idriche del bacino, convocata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
La misura prevede l’aumento della portata rilasciata dal Lago di Lugano verso Ponte Tresa, che passerà dagli attuali 3 a 8 metri cubi al secondo. I due bacini sono infatti collegati attraverso il fiume Tresa e l’incremento dei rilasci consentirà a una parte significativa dell’acqua di raggiungere naturalmente il Lago Maggiore.
L’obiettivo è contribuire a contenere gli effetti della siccità sul Verbano e sostenere soprattutto le attività agricole che dipendono dalla disponibilità di acqua. Una misura particolarmente importante per il comparto risicolo di valle, che in questa fase deve fare i conti con una disponibilità idrica ridotta.
Lago Maggiore ai minimi
La situazione del Verbano è particolarmente delicata. La prolungata assenza di precipitazioni significative, accompagnata dalle temperature elevate, ha determinato una sensibile riduzione delle riserve idriche.
Il livello del Lago Maggiore si è attestato a poco più di 192 metri sul livello del mare, contro i circa 195 metri che caratterizzano le condizioni di piena. Valori che evidenziano la gravità della situazione e che risultano inferiori anche a quelli registrati durante alcune delle precedenti estati caratterizzate da forte siccità, come quelle del 2003 e del 2024.
L’abbassamento del livello del lago è ormai evidente anche lungo le sponde, con aree normalmente sommerse che risultano emerse e difficoltà crescenti per le attività che dipendono dalla disponibilità d’acqua.
Marnati: “Attivate tutte le leve possibili”
Sul provvedimento è intervenuto l’assessore regionale alla Protezione civile e gestione dell’emergenza idrica Matteo Marnati, che ha fatto il punto sulla situazione durante la riunione dell’Osservatorio regionale sull’emergenza idrica.
«Sono aumentati i rilasci d’acqua dalla Svizzera verso il Piemonte – ha spiegato Marnati – con la portata del Tresa passata da 3 a 8 metri cubi al secondo, a seguito delle interlocuzioni avviate per fronteggiare la siccità».
La Regione Piemonte sta inoltre intervenendo per sostenere i territori maggiormente colpiti dalla crisi. È stato annunciato un sistema di ristori per i Comuni costretti a ricorrere alle autobotti, il cui numero è salito a 109, mentre lo stato di emergenza regionale è stato esteso anche in considerazione della situazione legata agli incendi.
«Abbiamo attivato tutte le leve possibili per affrontare questa emergenza e i primi risultati stanno arrivando», ha sottolineato l’assessore.
Con le prossime ordinanze saranno individuati gli interventi effettuati dai Comuni per garantire il servizio tramite autobotti e quelli realizzati in somma urgenza per fronteggiare il deficit idrico, insieme ai relativi importi economici.
L’aumento dei rilasci dal Lago di Lugano rappresenta dunque una prima risposta concreta a una situazione che continua a richiedere grande attenzione. Si attendono ora le piogge che sono previste abbondanti e durature, nella speranza che portino un po’ di “sollievo” al lago.


