Dall’11 al 13 settembre a Vercelli
la seconda edizione di Risò, il festival internazionale dedicato al riso.
La Premier Giorgia Meloni all’inaugurazione.
Per tre giorni Vercelli torna al centro del mondo del riso. Dall’11 al 13 settembre 2026 la città ospita la seconda edizione di Risò – Festival Internazionale del Riso, manifestazione che mette insieme agricoltura, cultura, ricerca scientifica, internazionalizzazione, turismo ed enogastronomia.
Il festival è stato presentato ufficialmente a Roma, al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, e si prepara ad accendere i riflettori su un comparto che rappresenta una delle principali identità produttive del Piemonte.
All’inaugurazione, oltre al Presidente della Provincia Alberto Cirio, il Ministro dell’Agricoltura Lollobrigida, era presente la Premier Giorgia Meloni.
Meloni ha detto dal palco di Risò: “Il governo ha inserito Risò nel calendario nazionale dei principali appuntamenti dedicati alla promozione dell’agroalimentare. Abbiamo creduto fin da subito nella manifestazione che stiamo aprendo oggi che riconosce il lavoro straordinario dei nostri produttori”.
“Il festival permette anche di accompagnare la promozione con il racconto e il confronto sui problemi della filiera”. C’è un export di oltre 300 milioni di euro l’anno. Il cuore della produzione si trova soprattutto in questo pezzo d’Italia tra la Lombardia e il Piemonte. Una terra che da sola copre un quarto dell’intera produzione del continente”.

Il Village nel cuore di Vercelli
Il cuore della manifestazione sarà il Village di Piazza Antico Ospedale. Si tratta di un’area di 18 mila metri quadrati a ingresso gratuito, aperta ogni giorno dalle 10 alle 21, con possibilità di cenare fino a mezzanotte.
Tre i padiglioni che compongono l’offerta.
Il Padiglione Istituzionale e Filiera sarà dedicato al confronto tra istituzioni, università e associazioni di categoria.
Nel Padiglione Produttori saranno presenti grandi marchi come Riso Scotti, Curtiriso e Riso Gallo, insieme a circa quaranta aziende locali.
Il Padiglione Food, curato da Ascom Confcommercio Vercelli, proporrà invece un percorso gastronomico tra risotti della tradizione, arancini, pizze e dolci a base di riso.
Tre anniversari per raccontare il territorio
L’edizione 2026 sarà caratterizzata da tre importanti anniversari legati alla storia agricola e sociale del Vercellese.
Si celebrano i 160 anni dall’inaugurazione del Canale Cavour, la grande infrastruttura irrigua che dal 1866 attraversa la pianura vercellese e ne ha profondamente trasformato il paesaggio agricolo.
Ricorrono inoltre i 120 anni dalla conquista delle otto ore lavorative da parte delle mondine, protagoniste di una delle battaglie sociali più significative della storia del lavoro italiano.
Sono passati 80 anni dalla selezione della varietà Arborio, oggi tra i risi più conosciuti della tradizione gastronomica italiana.
Alle tre ricorrenze saranno dedicate altrettante mostre e talk. Complessivamente saranno sette le esposizioni presenti durante il festival.
Tra queste Rapsodia della risaia di Enzo Gazzone, con quaranta opere a olio dedicate al lavoro nei campi prima della meccanizzazione, e Riso pane dell’anima, con gli acquerelli botanici di Angela Petrini.
Immersiva l’esperienza proposta dall’Ente Nazionale Risi: proiezioni a 360 gradi e sette postazioni di realtà virtuale attraverso le quali i visitatori potranno conoscere il percorso del riso, dalla ricerca varietale al lavoro quotidiano in riseria.
Ricerca e innovazione al centro del festival
Non solo divulgazione e gastronomia. Risò dedica ampio spazio alla ricerca scientifica, con un programma di convegni ospitato principalmente al Salone Dugentesco.
Tra i temi affrontati ci saranno cambiamento climatico, biodiversità, economia circolare, riso come alimento funzionale e competitività sui mercati internazionali.
Il programma scientifico proseguirà anche dopo la conclusione ufficiale del festival, fino al 14 settembre, con l’International Conference on Rice Innovation for Sustainable Agriculture and Nutrition, organizzata dall’Università del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro, che porterà a Vercelli ricercatori italiani e internazionali.
Il Piemonte occupa una posizione di primo piano nel settore: sono circa 114 mila gli ettari coltivati a riso nella regione, di cui 71 mila nella provincia di Vercelli, mentre la produzione piemontese rappresenta circa un quarto di quella complessiva dell’Unione Europea.
Il Presidente della Regione Albereto Cirio: “Il Piemonte produce da solo un quarto dell’intera produzione di riso dell’Unione Europea. La filiera piemontese ha un enorme valore e vanta l’unica Dop europea nel comparto, il riso DOP della Baraggia”.
Vercelli guarda ai mercati internazionali
I numeri della seconda edizione sono in crescita: 56 aziende e oltre 30 buyer provenienti da 20 Paesi, praticamente il doppio rispetto al 2025. L’iniziativa è realizzata con il supporto di ICE, Centro Estero per l’Internazionalizzazione del Piemonte e Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte.
Il Sindaco Roberto Scheda: Risò è molto più di un festival: è la grande vetrina internazionale dell’oro bianco”
Dal Ministero dell’Agricoltura è arrivata invece la conferma dell’importanza strategica del comparto. Il ministro Francesco Lollobrigida ha evidenziato il ruolo del riso nella tradizione gastronomica italiana e l’impegno del governo per garantire alle imprese condizioni di concorrenza eque sui mercati internazionali.
Dalle risaie alla città: tour, musica e gastronomia
Risò è l’occasione per scoprire il territorio. Sono sette i tour guidati, curati da Lab Travel, che accompagneranno i visitatori tra risaie, cascine, mulini storici, castelli e monasteri delle Terre d’Acqua.
Sabato sera sarà invece la volta di Risò Night: dalle 19 il centro storico di Vercelli si trasformerà in un palcoscenico a cielo aperto con musica, dj set e proposte gastronomiche.
Domenica 13 settembre spazio alla tradizione con la finale del Trofeo d’la Panissa, competizione dedicata a uno dei piatti simbolo della cucina vercellese.
A decretare il vincitore sarà un ospite d’eccezione: lo chef pâtissier Ernst Knam.
Il festival si estenderà inoltre al territorio circostante con RisòFF, rassegna diffusa nei Borghi delle Vie d’Acqua attraverso mostre, performance e installazioni.


