Borgomanero, nuova sede per la Croce Rossa: inaugurato l’ampliamento dedicato a Ugo e Ada Mauri
Una panchina bianca in formica nella sala d’attesa del pronto soccorso: è da lì che, nel 1978, è iniziata la storia della Croce Rossa Italiana di Borgomanero. A distanza di quasi cinquant’anni, quel primo presidio simbolico lascia spazio a una struttura moderna e ampliata, inaugurata l’11 aprile e destinata a diventare un punto di riferimento per tutto il territorio.
Dalla panchina alla nuova struttura
L’intuizione fu del dottor Ugo Mauri, insieme al direttivo Avis dell’epoca, che comprese l’importanza di un servizio di emergenza organizzato. Da quella panchina si passò rapidamente ad una struttura mobile all’esterno dell’ospedale.
Negli anni, la crescita del numero di volontari e delle richieste rese necessari continui spostamenti: dal seminterrato della palazzina Inam all’ex scuola infermieri, fino al 1988, quando alcuni volontari recuperarono prefabbricati dal Friuli post-terremoto per realizzare una sede operativa rimasta in funzione per oltre vent’anni.
Nel 2012 la costruzione della sede in muratura in via Papa Giovanni XXIII. Ma lo sviluppo del servizio non si è fermato, portando alla necessità di un ulteriore ampliamento, inaugurato nei giorni scorsi.
Una struttura moderna al servizio del territorio
Il nuovo edificio, progettato dallo studio Rabaini-Ruga, rappresenta un salto di qualità per la gestione dell’emergenza sanitaria locale. Al suo interno trovano spazio dodici posti per automezzi, una cucina campale e soprattutto una centrale operativa avanzata.
Qui verranno coordinati i trasporti sanitari, urgenti e non, per tutta l’area dell’ASL Novara, migliorando tempi di risposta ed efficienza del servizio. Al primo piano sono state realizzate anche una sala operativa di protezione civile e spazi dedicati alla formazione dei volontari.

Un’inaugurazione nel segno della memoria
La nuova ala è stata intitolata a Ugo Mauri e alla sorella Ada Mauri, figure centrali nella crescita del comitato locale. Il taglio del nastro è stato affidato a Mariella, vedova del medico.
Durante la cerimonia è stata presentata anche una nuova ambulanza, donata grazie al contributo della Fondazione CRT e dedicata all’imprenditore Carlo Nobili. Tra le novità, anche un posto comando avanzato per la gestione delle emergenze sul campo.
Un presidio sempre più centrale per Borgomanero
Oggi il comitato locale, guidato dal presidente Luca Faeti, conta 320 volontari, affiancati da dipendenti e operatori del servizio civile. Nel solo 2025 sono stati effettuati oltre 12.600 servizi per un totale di 47.000 ore di attività.
Gli interventi

Volontari e autorità alla cerimonia di inaugurazione della nuova struttura della Cri, sabato scorso. Presentata da Paolo Simonotti, è stata introdotta dal presidente Luca Faeti e accompagnata dalle note della Fanfara nazionale della Cri.
Dopo l’esecuzione dell’Inno di Mameli e l’alzabandiera (italiana, europea e della Croce Rossa), si è svolta la lettura dei sette principi da parte dei “Giovani Cri”: Umanità, Imparzialità, Neutralità, Indipendenza, Volontarietà, Unità e Universalità.
Il sindaco Sergio Bossi ha rimarcato gli aspetti di solidarietà della Cri, punto di riferimento della città, aggiungendo che l’intento ora è di realizzare una piazzola per elicotteri di soccorso.
Angelo Penna, presidente dell’ASL Novara, ha messo in rilievo la validità delle nuove strutture e la preparazione dei volontari, che permettono interventi più rapidi.
L’assessore regionale Matteo Marnati ha ricordato che la Costituzione mette la salute al primo posto.
Sono seguiti gli interventi di Marco Caccia, presidente della Provincia di Novara, Vittorio Ferrero, presidente regionale Cri, e Antonio Calvano, rappresentante della Cri nazionale, del neo assessore regionale Daniela Cameroni, mentre Annalisa Beccaria ha letto un messaggio del ministro all’Ambiente e Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin.
Infine, il saluto di Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte.
L’ampliamento della sede non rappresenta solo un intervento infrastrutturale, ma il simbolo di una crescita continua, costruita grazie al lavoro instancabile dei volontari e alla fiducia della comunità.







