Il Piemonte mette le sue montagne al centro dell’agenda politica. Con una strategia integrata che unisce istruzione, tutela del territorio e ingenti risorse economiche, la Regione dimostra nei fatti come il rilancio delle Terre Alte sia una priorità assoluta per contrastare lo spopolamento e garantire un futuro alle comunità locali.
La cultura della montagna sale in cattedra Un passo fondamentale di questo percorso è la firma del protocollo d’intesa triennale tra Regione Piemonte, Ufficio Scolastico Regionale (USR) e Club Alpino Italiano (CAI) Piemonte. L’obiettivo è portare la cultura della sostenibilità, dell’escursionismo e della sicurezza in montagna nelle aule scolastiche, coinvolgendo studenti e docenti in attività didattiche ed esperienze sul campo. Un progetto inclusivo, che riserva particolare attenzione agli alunni con bisogni educativi speciali.
Il CAI metterà a disposizione la sua rete di 83 sezioni, oltre 53 mila soci e 2.500 operatori. «La montagna è identità ed educazione: un patrimonio da conoscere e rispettare», ha spiegato l’assessore all’Istruzione Daniela Cameroni.
Investimenti record per le scuole di montagna Ma la cultura ha bisogno di pilastri solidi. Per questo la Regione ha pianificato una crescita straordinaria dei fondi destinati ai presidi scolastici montani: dai 528 mila euro del 2024 si è passati ai 633 mila del 2025, fino a raggiungere i 750 mila euro stanziati per l’anno scolastico 2026-2027.
«Crediamo fortemente nel ruolo della scuola come presidio fondamentale per il futuro della montagna», sottolinea Marco Gallo, assessore allo Sviluppo e Promozione della Montagna.
Oltre 10 milioni di euro alle Unioni Montane Il sostegno strutturale della Regione va ben oltre. È stato infatti approvato il riparto di oltre 10 milioni di euro del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (FOSMIT), destinato a 51 Unioni Montane piemontesi (con un primo anticipo di 5 milioni già erogato).
Queste risorse serviranno a garantire i servizi essenziali, migliorare l’accessibilità e promuovere lo sviluppo economico delle vallate. All’interno del piano, ben 6 milioni di euro sono stati allocati specificamente per i servizi scolastici nella fascia 0-14 anni, confermando che l’istruzione è la vera barriera contro l’abbandono delle valli. I contributi coprono capillarmente tutto il territorio, da Cuneo a Torino, dal Verbano-Cusio-Ossola ad Alessandria, Asti, Biella e Vercelli, supportando realtà come la Valsesia (oltre 575 mila euro) e le Valli dell’Ossola (519 mila euro).
«Investiamo concretamente sulle nostre montagne – conclude l’assessore Gallo –. Garantire servizi efficienti significa sostenere le famiglie e creare condizioni favorevoli per chi vive e lavora nei territori montani». Il Piemonte riparte dalle sue vette.


