L’adeguamento degli argini maestri del fiume Po nel tratto compreso tra Morano sul Po e Casale Monferrato è ufficialmente realtà. L’intervento è stato inserito tra le opere prioritarie finanziate nell’ambito dell’Accordo per la Coesione sottoscritto dal Governo, con uno stanziamento imponente da 10 milioni di euro.
Si tratta di un’opera attesa da anni, fondamentale per il rafforzamento della sicurezza idraulica e la mitigazione del rischio in un’area storicamente complessa.
Il valore della coesione: riflettori sul ruolo di Morano sul Po
In un intervento di questa portata, il coinvolgimento e la messa in sicurezza di un piccolo comune come Morano sul Po assumono un significato simbolico e strategico profondo. Spesso sono proprio le comunità più piccole a presidiare la “prima linea” dei tratti fluviali e a subire il primo impatto delle dinamiche di piena.
L’inserimento della tratta moranese in un piano di investimenti così rilevante dimostra nei fatti il vero spirito della “coesione”: la tutela del territorio non si misura sulla densità abitativa, ma sul riconoscimento del diritto alla sicurezza di ogni singolo borgo. Proteggere l’asta del Po a Morano significa blindare l’intero sistema difensivo a monte, garantendo tranquillità a cittadini, infrastrutture e attività agricole locali che rappresentano il cuore pulsante della zona.
Le dichiarazioni della Regione
«Parliamo di un risultato molto importante per il Casalese e per tutto il territorio interessato — dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alle Opere pubbliche e Difesa del suolo Marco Gabusi — L’inserimento del finanziamento nell’Accordo rappresenta un passaggio decisivo dopo anni di lavoro tecnico e istituzionale. Ora attendiamo il completamento dell’iter previsto con il passaggio al Cipess, atteso nel mese di luglio, e i successivi adempimenti necessari all’assegnazione e all’erogazione delle risorse».
L’assessore Gabusi ha inoltre indirizzato un ringraziamento particolare al ministro Nello Musumeci per l’attenzione dimostrata verso il Piemonte e all’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po per il grande lavoro di coordinamento tecnico.
Lo studio idraulico alle spalle del progetto
L’opera non nasce dal nulla, ma è il frutto di una pianificazione scientifica meticolosa che vede proprio nel tratto di Morano sul Po uno snodo cruciale. Il Direttore di AIPo, l’ingegner Gianluca Zanichelli, spiega infatti che dal 2018 gli uffici hanno avviato uno studio approfondito della dinamica di piena del Po nel tratto che va dalla foce della Dora Baltea alla foce del Sesia:
«I risultati di tali studi hanno portato alla formulazione della proposta d’intervento che oggi vediamo, finalmente, finanziata. Esprimo grande soddisfazione nel vedere premiati gli sforzi dei miei collaboratori: quest’opera andrà a garantire una maggiore sicurezza a tutti gli ambiti interessati dai lavori ed anche a quelli di valle, già pesantemente colpiti dagli eventi dell’ottobre 2000».
Un principio di equità territoriale ribadito anche da Alessandro Delpiano, Segretario generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po:
«La sicurezza idraulica non è un privilegio di pochi, ma un diritto di tutti. Con quest’opera continuiamo a pianificare e realizzare politiche utili a un governo delle acque virtuoso e democratico».
I prossimi passi
Il cronoprogramma dell’intervento prevede un investimento distribuito su più annualità. Archiviata la firma dell’Accordo, il prossimo step sarà l’approvazione da parte del Cipess a luglio, sbloccando così le procedure per rendere disponibili i fondi e aprire i cantieri.
«Continueremo a seguire con la massima attenzione ogni fase del procedimento — conclude l’assessore Gabusi — L’obiettivo è arrivare il prima possibile alla realizzazione di un intervento che rappresenta una garanzia in più per cittadini, imprese e amministrazioni locali».


