venerdì, Maggio 15, 2026

Vercelli, nuovo ospedale Sant’Andrea: presentato il masterplan

Nuovo ospedale Sant’Andrea di Vercelli, presentato il masterplan: sanità moderna, 280 posti letto
e via al “Cubolotto”

Passo avanti decisivo per il futuro della sanità vercellese. È stato presentato ufficialmente il piano generale del nuovo ospedale Sant’Andrea di Vercelli, progetto strategico destinato a rinnovare profondamente l’offerta sanitaria del territorio, con un modello pensato per coniugare innovazione, funzionalità e continuità con la storia dell’attuale presidio ospedaliero.

Alla presentazione del masterplan hanno partecipato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, il direttore generale dell’Asl di Vercelli Marco Ricci, il sindaco Roberto Scheda e il presidente della Provincia Davide Gilardino. L’incontro ha rappresentato l’occasione per illustrare il lavoro svolto dall’Asl nel tradurre le esigenze cliniche e assistenziali del territorio in un nuovo modello architettonico e organizzativo.

Il nuovo Ospedale Sant’Andrea

Il futuro Sant’Andrea sarà un DEA di primo livello, dotato di 245 posti letto ordinari e 35 posti di day hospital, progettato per garantire una sanità moderna, efficiente e maggiormente integrata. Un ospedale che metterà al centro il paziente, ma anche le esigenze dei familiari e degli operatori sanitari, attraverso spazi più funzionali, percorsi semplificati e una migliore organizzazione delle attività cliniche.

Parallelamente prosegue anche l’iter per la realizzazione del nuovo blocco emergenza-urgenza, il cosiddetto “Cubolotto”, destinato a ospitare il Pronto soccorso, la Terapia intensiva, le sale operatorie, la centrale di sterilizzazione e le strutture tecniche. La struttura si svilupperà su cinque livelli e sarà integrata con il nuovo ospedale. A maggio prenderà il via la conferenza dei servizi, ulteriore passaggio tecnico fondamentale per l’avvio dell’opera.

Un modello ospedaliero all’avanguardia

Il progetto punta a superare il modello ospedaliero tradizionale attraverso una struttura più compatta ed efficiente. Diagnostica, degenze, interventi e riabilitazione saranno organizzati in stretta connessione, riducendo trasferimenti inutili e migliorando il comfort dei pazienti. Particolare attenzione è stata dedicata alla leggibilità degli spazi e alla separazione dei flussi sanitari e logistici, così da aumentare sicurezza ed efficienza.

Nel cuore del nuovo edificio troveranno spazio le aree di degenza e il comparto materno-infantile, considerate simbolicamente e funzionalmente il centro dell’intero sistema ospedaliero. Attorno si svilupperanno le aree ad alta intensità di cura, come emergenza, diagnostica e attività interventistiche.

Il masterplan reinterpreta inoltre in chiave contemporanea il concetto di monoblocco ospedaliero, concentrando le funzioni e razionalizzando gli spazi. La superficie complessiva passerà dagli attuali 60 mila metri quadrati a circa 45 mila, con una riduzione dedicata soprattutto a corridoi e collegamenti, a vantaggio degli spazi sanitari e dell’efficienza operativa.

I commenti

“La presentazione del masterplan del nuovo ospedale di Vercelli rappresenta un passaggio decisivo in un percorso che guarda al futuro della sanità piemontese, mantenendo però un forte legame con la storia e l’identità del Sant’Andrea – hanno dichiarato il presidente Alberto Cirio e l’assessore Federico Riboldi –. Si tratta di un progetto che mette al centro le persone, migliorando la qualità delle cure, l’organizzazione dei servizi e la sicurezza dei percorsi assistenziali secondo un modello moderno e integrato”.

Cirio e Riboldi hanno inoltre sottolineato come il “Cubolotto” rappresenti l’avanguardia dell’intero intervento, con l’obiettivo di avviare i lavori nell’estate del 2027 e completare l’opera entro la fine del 2029.

Il nuovo Sant’Andrea si inserisce nel più ampio piano di edilizia sanitaria promosso dalla Regione Piemonte, un investimento complessivo da quasi 5 miliardi di euro che punta a ridisegnare la rete ospedaliera regionale e rafforzare i servizi sanitari sui territori.

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