Il Tribunale di Bologna dà ragione all’ente regionale dopo una controversia iniziata nel 2016 per difetti estetici su oltre 800 finestre della sede di via Nizza.
Torino — Una complessa vicenda legale e amministrativa durata un decennio giunge finalmente a una svolta positiva per le casse pubbliche della Regione Piemonte. L’ente ha incassato una somma vicina ai tre milioni di euro a titolo di risarcimento per le anomalie riscontrate su un cospicuo lotto di vetrate del nuovo Palazzo regionale di via Nizza.
I fatti risalgono al lontano 2016 quando, con il cantiere del grattacielo ancora pienamente operativo, l’allora Direzione dei lavori individuò difetti e anomalie strutturali di tipo estetico — tecnicamente classificati come delaminazioni — su 822 delle 2.800 finestre complessive dell’edificio. Nonostante l’evidente alterazione visiva, i successivi e rigorosi controlli affidati dalla Regione al Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e ad altri esperti di parte, uniti ai rilievi della Commissione di collaudo, rassicurarono tempestivamente sulla totale sicurezza e tenuta degli infissi. Tuttavia, lo scostamento dagli elevati standard qualitativi previsti dal contratto di fornitura spinse l’amministrazione regionale a muoversi formalmente per vie legali.
Dopo una dettagliata perizia tecnica, la Regione tentò l’escussione immediata della polizza fideiussoria messa a disposizione per l’appalto. Una mossa a cui la compagnia assicurativa si oppose fermamente, impugnando il provvedimento e trascinando la controversia davanti al Tribunale Civile di Bologna.
«All’inizio di giugno è arrivata la sentenza del tribunale di Bologna che ha riconosciuto pienamente le ragioni dell’ente, intimando il pagamento della somma di 2 milioni e 912mila euro, comprensiva delle spese legali. Dopo un breve periodo di trattativa, la scorsa settimana l’assicurazione ha provveduto a erogare la somma dovuta». — Avv. Maria Laura Piovano, Legale della Regione Piemonte
La risoluzione della vertenza rappresenta non solo un successo giudiziario, ma un’importante operazione di tutela del patrimonio pubblico, come sottolineato con forza dai vertici politici della Regione. La cifra recuperata rientra pienamente nella disponibilità dell’ente, ponendo fine a un contenzioso che rischiava di gravare indirettamente sulla collettività.
«Esprimo profonda soddisfazione per il buon esito di questa controversia. Abbiamo portato avanti questa battaglia perché, sebbene i difetti delle finestre siano solo di natura estetica, era doveroso tutelare il denaro pubblico e pretendere il risarcimento dei danni. Oggi il Palazzo è il cuore pulsante della macchina amministrativa regionale, frequentato da migliaia di dipendenti e da centinaia di visitatori quotidiani. Lavoriamo per renderlo sempre di più un hub di servizi per il quartiere e la città, a conferma del fatto che il grattacielo è, a tutti gli effetti, la casa di tutti i piemontesi». — Gianluca Vignale, Assessore al Patrimonio
Con questo definitivo capitolo finanziario, il Grattacielo di via Nizza consolida la sua centralità non solo come simbolo architettonico e operativo del Piemonte moderno, ma anche come esempio di gestione rigorosa e trasparente delle risorse pubbliche di fronte alle inadempienze contrattuali.


