Usseaux, la sfida di un borgo da valorizzare. Il sindaco Cappelletti: «Amministrare la montagna è una doppia responsabilità, ma il turismo ci premia»
Dalla splendida cornice del Lago del Laux, l’intervista a Cristina Cappelletti, recentemente riconfermata alla guida di uno dei borghi più belli d’Italia. Tra tutela del territorio, flussi turistici post-Covid e il confronto con le buone pratiche nazionali.
USSEAUX (TO) – Ci troviamo sulle sponde del suggestivo Lago del Laux, uno dei gioielli naturalistici della Val Chisone, circondati dal verde e dal silenzio delle montagne. In questo scenario da cartolina incontriamo Cristina Cappelletti, sindaco di Usseaux, recentemente riconfermata dai suoi cittadini alla guida del comune. Usseaux non è solo un piccolo centro montano, ma è un’autentica eccellenza del territorio piemontese, certificata dall’inclusione nel prestigioso club de “I Borghi più belli d’Italia”.
Abbiamo scambiato con lei una battuta per capire cosa significhi, oggi, amministrare una realtà così preziosa e complessa.
Sindaco Cappelletti, una riconferma importante. Cosa si prova a guidare un comune montano che rappresenta un’eccellenza per l’intero Piemonte? «È una grande soddisfazione, ma anche una doppia responsabilità. Siamo entrati a far parte del club dei “Borghi più belli d’Italia” alla fine del 2009, ormai circa quindici anni fa. Usseaux è un piccolo comune montano di appena 180 residenti. La sfida quotidiana sta proprio qui: da un lato dobbiamo mantenere gli altissimi standard di qualità richiesti dal club dei Borghi, dall’altro dobbiamo gestire l’ordinaria amministrazione di un comune con pochissimi abitanti ma che, soprattutto negli ultimi anni e in particolare nel post-Covid, ha visto un fortissimo incremento del flusso turistico».
Un turismo in crescita che richiede una gestione attenta del territorio… «Esatto. Sento moltissimo il dovere di mantenere le nostre cinque borgate sempre pulite, in ordine, curate e attrattive. Il nostro vero punto di forza è la bellezza incontaminata della natura che ci circonda, unita a borghi storici che sono stati conservati e ristrutturati magnificamente, nel pieno rispetto dell’architettura tradizionale in pietra e legno. A tutto questo si aggiunge una cultura enogastronomica d’eccellenza, che rappresenta un po’ il fiore all’occhiello dell’intera nostra nazione».
Far parte di una rete nazionale come quella dei “Borghi più belli d’Italia” quanto aiuta nel lavoro di tutti i giorni? «È fondamentale. Essere all’interno di questo circuito significa avere l’opportunità di confrontarsi costantemente, quotidianamente e attraverso diversi appuntamenti annuali, con altre realtà che condividono la nostra stessa bellezza, pur offrendo caratteristiche e peculiarità geografiche o culturali differenti. Recentemente, ad esempio, sono stata a Trevi, in Umbria, in occasione dell’Assemblea Nazionale per il rinnovo del Consiglio Direttivo. È stato un momento di scambio straordinario tra noi sindaci: abbiamo potuto condividere le “buone pratiche” amministrative, trovando soluzioni comuni per gestire al meglio e valorizzare questi piccoli, immensi tesori d’Italia».


