Il movimento del civismo continua a ridefinire gli equilibri politici e amministrativi, partendo dal basso e mettendo al centro le comunità. Per capire meglio la portata di questo fenomeno, abbiamo incontrato Alberto Pettavino, Presidente del Patto Civico per la Granda. Con lui abbiamo tracciato un bilancio del valore di questa realtà, analizzando il suo peso a livello locale e regionale, e guardando alle sfide future del movimento.
Presidente Pettavino, partiamo dal valore del Patto Civico per la Granda. Qual è il significato profondo di questa realtà a livello locale e quale ruolo gioca nel panorama regionale?
Il civismo, per come lo intendiamo noi, rappresenta il futuro. Non va però vissuto come un semplice sostituto delle segreterie politiche. Chiunque appartenga a una lista, a un gruppo o a un’associazione civica non può e non deve essere limitato dalle logiche rigide di un partito. Il nostro motto è sempre stato chiaro: se un’idea è bella, è bella e basta, non ha colore politico. Oggi stiamo lavorando concretamente con tantissimi amministratori della provincia di Cuneo proprio sui progetti, sulle idee e sulla condivisione di problematiche e soluzioni future.
La vostra struttura organizzativa sembra rispecchiare proprio questa capillarità territoriale…
Esattamente, ed è l’aspetto che più mi rende orgoglioso. Io sono il Presidente, la mia Vicepresidente si trova a 30 chilometri da me, il tesoriere a 50 e il segretario a 35. Questa non è una distanza, ma un valore: ci permette di coprire in modo vasto e vario la nostra grande provincia, la “Granda”, dando voce a ogni singola area.
Guardando al panorama piemontese, mi fa un enorme piacere vedere l’interesse attorno a noi, perché dimostra che questo modello può unire l’intera regione. Spero davvero che ciò che stiamo facendo a Cuneo possa replicarsi nel resto del Piemonte, proprio per dare sempre più forza alle persone, ai progetti e alle idee.
Come vede la crescita del civismo in futuro? Qual è il valore aggiunto che riuscite a portare dove i partiti tradizionali faticano?
Oggi la realtà è sotto gli occhi di tutti: se non ci fossero le liste civiche, probabilmente le grandi coalizioni politiche non riuscirebbero più a vincere, né a dialogare con la cittadinanza o con ampie fette di elettorato. Durante un recente incontro, qualcuno ha detto una frase che mi è piaciuta tantissimo: “Il civismo abbatte i muri”. Ed è la pura verità.
Il futuro del civismo sta proprio nella sua capacità di arrivare a chi oggi sceglie l’astensionismo, a chi non crede più nelle istituzioni o a chi sente di non avere canali di dialogo con chi amministra.
In conclusione, qual è la missione ultima del Patto Civico per la Granda per i prossimi anni?
Il civismo vuole essere questo: un’unione di persone che si mettono insieme avendo come unico e indissolubile focus le idee e i progetti per i propri territori. Il nostro futuro sarà continuare a dare voce a questa visione, costruendo ponti e offrendo soluzioni concrete alle nostre comunità.


