Lago Maggiore, si innalza il livello dell’acqua fino a 1,40 metri rispetto allo zero idrometrico: perché è stata presa la decisione storica
Una scelta definita “storica” per il territorio e per l’intero bacino del Po: il livello del Lago Maggiore potrà essere innalzato fino a 1,40 metri rispetto allo zero idrometrico di Sesto Calende, superando il precedente limite di 1,25 metri. Una decisione che porterà benefici concreti in termini di disponibilità idrica, agricoltura e tutela ambientale.
A spiegare le ragioni di questa misura è l’assessore all’Ambiente della Regione Piemonte, Matteo Marnati, che sottolinea come si tratti del risultato di un lungo lavoro condiviso tra istituzioni.
Più acqua disponibile: fino a 30 milioni di metri cubi
L’innalzamento del livello del lago consentirà di immagazzinare immediatamente tra i 20 e i 30 milioni di metri cubi d’acqua, con effetti che nel corso della stagione irrigua potranno moltiplicarsi fino a cinque volte.
Una riserva preziosa, soprattutto in un contesto di cambiamenti climatici e periodi sempre più frequenti di siccità.
«Si tratta di un segnale concreto di sostegno al mondo agricolo – spiega Marnati – che ha bisogno di adeguati apporti idrici nei momenti cruciali per la crescita delle colture».
La decisione alla Conferenza Istituzionale Permanente
La decisione è stata presa al termine della Conferenza Istituzionale Permanente, grazie al coordinamento dell’Autorità di Bacino del Fiume Po e alla collaborazione tra Regioni, enti e organismi internazionali.
L’obiettivo è trovare un punto di equilibrio tra esigenze diverse:
Agricoltura, in particolare la risicoltura piemontese e lombarda
Turismo, con attenzione alle aree di balneazione
Ambiente, per la tutela di habitat e biodiversità
«La soluzione tecnica individuata rappresenta un grande risultato – aggiunge Marnati – perché concilia le necessità di tutti i comparti».
Un sostegno alla risicoltura di Piemonte e Lombardia
L’acqua accumulata nel lago sarà fondamentale per alimentare il sistema irriguo del fiume Po e delle sue diramazioni, con benefici diretti per uno dei distretti agricoli più importanti d’Europa.
In particolare, risaie della Lomellina, pianura pavese e milanese, coltivazioni piemontesi
Come evidenziato anche dall’assessore lombardo Massimo Sertori, questa misura permetterà di garantire più acqua nei periodi di maggiore necessità, migliorando la resilienza del sistema agricolo.
Adattamento ai cambiamenti climatici
Secondo il segretario generale dell’Autorità di Bacino, Alessandro Delpiano, l’innalzamento del livello rappresenta «uno straordinario esempio di adattamento ai cambiamenti climatici», ottenuto senza la realizzazione di nuove infrastrutture.
Un risultato possibile grazie alla collaborazione tra Ministero dell’Ambiente, Regione Piemonte e Lombardia, Consorzio del Ticino e organismi italo-svizzeri
Una sperimentazione di 10 anni
Il nuovo limite è il frutto di una sperimentazione avviata circa dieci anni fa, basata su monitoraggi costanti e raccolta dati.
Il livello massimo potrà variare tra 1,35 e 1,40 metri, in base alle condizioni climatiche, in particolare alla disponibilità di neve nei bacini montani.
I benefici
L’aumento della capacità di stoccaggio dell’acqua avrà effetti positivi su più fronti:
Ci sarà una maggiore disponibilità idrica in primavera. Avremo riserve per i periodi di siccità. Non mancano il supporto alle comunità locali del bacino del Po e la tutela degli ecosistemi acquatici
Non mancherà, come garantito dalle istituzioni, un attento monitoraggio delle aree turistiche del Lago Maggiore, per assicurare la sicurezza e la fruibilità durante la stagione estiva.
L’innalzamento del livello del Lago Maggiore segna un passo importante nella gestione sostenibile delle risorse idriche. Una scelta che guarda avanti, puntando su adattamento climatico, collaborazione istituzionale e tutela delle eccellenze agricole e ambientali del territorio.







